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Sosta bici, ok rimozione, ma servono alternative
Scritto da Corrado Marastoni   
sabato, 13 gennaio 2018 10:49

LETTERE DEI LETTORI

La periodica pulizia delle rastrelliere dai rottami e dalle bici abbandonate è una delle richieste più frequenti che le Fiab locali nelle grandi città italiane rivolgono alle rispettive amministrazioni comunali. Ben venga, dunque, l’iniziativa dell’amministrazione veronese, a patto che essa sia parte di una strategia finalizzata a regolamentare seriamente la sosta bici nella nostra città e non soltanto un intervento mediatico che non arriva alla radice dei problemi.
In passato abbiamo dato notizia di ricorsi da parte di ciclisti che si erano visti portare via i mezzi parcheggiati alla bene e meglio per reale mancanza di alternative regolari. Malgrado i periodici impegni e le promesse della politica locale, la mancanza di rastrelliere sicure resta un problema endemico sia nel centro che nei quartieri.
Crediamo che la soluzione consista in un’adeguata proporzione tra rastrelliere e stalli auto (ad esempio 1 rastrelliera ogni 5 stalli auto) combinata con una costante azione di pulizia e controllo della sosta disordinata, specialmente in corrispondenza dei grandi attrattori di traffico: ad esempio la stazione ferroviaria di Padova, frequentata ogni giorno da migliaia di biciclette e che come Verona dispone sia di rastrelliere libere che di bicipark a pagamento, può esibire un ordine e un’efficienza ammirevoli sotto questo punto di vista.
Da tempo, inoltre, chiediamo a livello cittadino un provvedimento, ritagliato sulle ordinanze gia` in vigore a Milano ed esplicitamente prescritto nella Legge Quadro appena approvata, che dichiari nulli i punti dei regolamenti condominiali che fanno ingiustificato divieto di parcheggiare le bici negli spazi comuni degli edifici.

Il presidente Fiab Verona, Corrado Marastoni