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Ikea, sicuri dell'impatto ambientale?
Scritto da Daniele Nottegar   
sabato, 18 marzo 2017 10:45

LETTERA APERTA ALL'IKEA

Secondo alcune notizie sembra ormai imminente l'insediamento di un vostro nuovo centro commerciale nella zona denominata Marangona sita nel comune di Verona tra l'autostrada A4, la linea ferroviaria Verona-Mantova, la linea ferroviara Verona-Bologna e strada dell'Alpo.
L’area è attualmente terreno agricolo che ha subito solo in parte le pesanti trasformazioni eseguite nelle aree agricole circostanti dove sono stati eliminati tutti i filari di alberi e gli arbusti che formavano il paesaggio rurale negli anni 60 e 70 in quanto tenuto vincolato dal consorzio Zai per decine di anni.
Il Vostro insediamento andrebbe a cementificare una vasta porzione di questa area con grosse ripercussioni sull'ecosistema della zona; eppure nella provincia di Verona esistono molte realtà con grandi capannoni e strutture dismesse che, a nostro parere, al fine di tutelare l’ambiente (tema alla Vostra Azienda notoriamente caro), potrebbero essere da Voi utilizzate senza così dover rovinare ulteriore terreno ancora coltivabile e non cementificato.
Ci chiediamo quindi come tutto questo possa conciliarsi con quanto scritto nel vostro sito alla voce “LA SOSTENIBILITÀ IN IKEA” dove si può leggere “Siamo impegnati su tutti i fronti per avere un impatto positivo sulle persone e sul pianeta”, che non può certamente limitarsi all'installazione di lampadine a led ; perchè altrimenti l'impatto positivo sul pianeta sarebbe nullo a fronte dell'impatto causato dalla trasformazione di un terreno vergine in un capannone circondato da grandi parcheggi e lunghi nastri di asfalto per accedervi.
L'intervento che voi vorreste eseguire nell'area delle Marangona non sembra andare in questa direzione ma anzi ci sembra vada proprio contro questo principio anche nel punto “ENERGIA E RISORSE” dove nella parte finale dichiarate “proteggiamo le risorse naturali e investiamo nelle energie rinnovabili”.
La prima risorsa naturale è il suolo, il quale una volta ricoperto di cemento o di asfalto, diventa improduttivo.
Anche ammettendo che l'utilizzo di quest'area fosse resa possibile grazie alle contorte leggi italiane, quello che più ci fa gridare allo scandalo è che le cosiddette compensazioni per il vostro intervento nel comune di Verona (oltre 14 milioni di euro) sarebbero impiegate nella costruzione di un tratto della variante alla statale 12 di competenza statale che dovrebbe essere finanziata da ANAS. Il vostro contributo dovrebbe essere invece usato per creare strutture sportive ed aree verdi di medie e grandi dimensioni di cui Verona è assai carente.
Questo anche nel rispetto del punto “LE PERSONE E LE COMUNITÀ LOCALI” dove è si trova scritto “Vogliamo contribuire a creare una vita migliore per le persone e le comunità interessate dalle nostre attività”.
Poichè fortunatamente chi abita a Verona non fa parte di una della comunità più povere del mondo, la frase precedentemente citata può essere interpretata nel senso di innalzamento del livello della qualità della vita, attraverso le cose che mancano alla città, che noi riteniamo essere in primis le aree verdi e le strutture sportive coperte.
Vi saremo grati se darete al più presto una risposta alle nostre considerazioni.
Vi chiediamo inoltre di valutare una rettifica del Vostro posizionamento commerciale dall’area Marangona in un’area del vicinato con capannoni e strutture già esistenti senza così occupare altro suolo agricolo.
Distinti saluti

Daniele Nottegar
Comitato di Verona Sud Daniele Nottegar