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Quelli di Report? Delle merde
Scritto da red2   
martedì, 08 aprile 2014 19:13
"La reazione a caldo è che sono delle merde e lo ribadisco, sono delle merde, ciò detto guardando chi sono gli interlocutori che sono gente coperta, gente disperata, gente cacciata dalla Lega, vien da dire che han provato a buttare del fango senza che ci sia una prova". E' un Tosi al vetriolo quello che replica da Vinitaly all'annunciata trasmissione di Report di ieri sera, dedicata nella parte centrale al sindaco di Verona e a possibili infiltrazioni mafiose all'interno dell'amministrazione. "Tanto per prendere un elemento" aggiunge Tosi "nella famosa cena della n'drangheta (incontro che si è tenuto a Crotone nell'ambito dei viaggi di Tosi per la sua Fondazione n.d.r.) era presente il sindaco, il presidente della provincia, tre assessori provinciali, consiglieri comunali, il presidente di Confindustria, professionisti (tutti di Crotone n.d.r.) tutto in un locale pubblico, aperto al pubblico, pieno di forze dell'ordine per motivi di sicurezza. Questo dà la misura della mistificazione". E Tosi aggiunge ancora: "Si vede che faccio paura a qualcuno, altrimenti non si capisce tutto questo tentativo di costruire un castello di fango e due che è solo fango e fa un po schifo che dipendenti della tivù di stato usino denaro pubblico per costruire la macchina del fango".
Secessionisti, Faccia resta in carcere
Scritto da red2   
martedì, 08 aprile 2014 18:13
Resta in isolamento ma potrà ricevere in visita i familiari Luigi Faccia in carcere a Vicenza per l' inchiesta della Procura di Brescia sui secessionisti e ritenuto il leader del gruppo venetista. Lo ha riferito il suo legale di fiducia, Andrea Arman. E'stata respinta inoltre dal Gip, informa lo stesso legale, l'istanza di scarcerazione per Elisabetta Adami, che dovrà così puntare sul Tribunale del Riesame.E' stato invece scarcerato un altro dei 24 arrestati, Renato Zoppi.
Report fa piangere Tosi
Scritto da red2   
martedì, 08 aprile 2014 00:16
Il temuto servizio (temuto da Tosi) alla fine è andato in onda.
Report ha dedicato metà trasmissione al sistema Verona, spiegando che esiste un cerchio magico anche intorno a Tosi.
Gente fidata che ricopre ruoli chiave per due motivi: il numero di voti portati al partito e la capacità di ricatto.
Proprio a un Tosi ricattato ha alluso il programma, facendo riferimento a un video hard (uno degli intervistati parla di un video che mosterebbe Tosi vestito da donna e pesantemente truccato, mentre un altro  intervistato racconta di avere visto il sindaco in compagnia di altre persone tra cui un transessuale in un night).
La vera bomba è stata la complicata ricostruzione dell'infiltrazione ndranghetista a Verona, capace di orientare appalti pubblici, grazie all'amicizia (o al ricatto) nei confronti del sindaco.
E giù con le immmagini del sindaco che banchetta a Crotone ad una cena offerta da un imprenditore legato alla ndrangheta; l'intervista ad un 'ndranghetista che racconta di assunzioni negli enti comunali di adenti a famiglie vicine alla 'ndrangheta, infiltrazione negli appalti e di un capoclan che si vantava di controllare il partito che odia i terroni.
Racconta di cene e incontri con Tosi e altri.
Altri chi?
Tra i nomi, oltre a Giorlo, spunta quello dell'attuale vicesindaco, Casali, fino ad ora rimasto fuori dalla vicenda.
Dal canto suo, l'appena dimessosi assessore allo sport, il calabrese Giorlo, balbettante, ripreso dal basso verso l'alto, sembra la brutta copia di Razzi.
Ne esce male, non sa spiegare che faccia un ferroviere a capo dello sport veronese, minimizza l'appoggio delle famiglie calabresi.
A domanda sulle bottiglie di champagne portate dai suoi sostenitori calabri per festeggiare la vittoria elettorale lui smentisce.
Report esibisce una foto in cui Giorlo stappa una bottiglia circondato da amici calabresi poco raccomandabili.
E poi un diluvio di informazioni, già note ai veronesi che seguono attentamente la politica, sul familismo tosiano.
La sorella Barbara, amministratrice condominiale, che diventa consigliere di amministrazione di una banca toscana per intercessione di Cattolica Assicurazioni, nel cui CdA siede l'avvocato Maccagnani, ex candidato sindaco leghista ai tempi della Sironi, nonché avvocato di Tosi.
La telecamera di Report documenta anche il viaggio in taxi con il cantautore leghista Borsato verso il ristorante dove li aspetta un altro compare. Il cantautore si vanta di conoscere come girerebbero le tangenti in ambito Lega, e parla della Siram, un’azienda francese specializzata in appalti con gli ospedali che, secondo l’ex tesoriere del Carroccio Francesco Belsito e l’imprenditore Stefano Bonet, avrebbe pagato mazzette a persone vicine al sindaco di Verona.
Siram e Tosi hanno sempre smentito, sulla vicenda sta ancora indagando la procura di Milano e molti verbali sono secretati. Ma Borsato va oltre e tira in ballo anche la moglie di Tosi, Stefania Villanova, dirigente della Sanità alla Regione Veneto. «Se apri il vaso di Pandora, esce anche il coniglio», dice ancora Borsato che parla anche di tangenti di Finmeccanica, del ruolo di Tarantelli, dell’appalto della Global service. Insomma è un fiume in piena. Ma come può un cantautore ex leghista affermare di sapere tante cose?
Il mistero si potrebbe chiarire quando si sa chi è il suo complice incaricato da Tosi di documentare il nostro incontro: Massimo Giacobbo, la cui identità fino a oggi non era mai uscita (neppure Tosi l’ha mai nominato).
Giacobbo è personaggio poco chiaro: un imprenditore, intervistato da Report, racconta di come sia riuscito a rubargli l'intera azienda con un sofisticato sistema che avrebbe consentito alla ditta di accedere a finanziamenti pubblici (in cambio di tangenti con cui finanziare la campagna elettorale alle ultime regionali lombarde di Maroni). Ma poiché i politici non si fidavano di erogare soldi pubblici col rischio di non incassare la tangente, chiedevano che pro tempore ci fosse il Giacobbo ad amministrare l'azienda. Così succede: l'imprenditore cede l'aziendaa credendo di riaverla ad operazione conclusa (risanata l'azienda con il contributo pubblico e girata una fetta di quanto erogato alla Lega), ma Giacobbo che ormai ha pieni poteri, non rispetterà mai i patti.
Questo, almeno, quanto l'intervistato dichiara a Report.
Sarebbero questi due individui le persone di fiducia di Tosi con cui è stato orchestrato il trappolone a Report?
La trasmissione incalza, mostrando pezzi di video che Tosi non ha mai esibito, in cui Borsato parla di tangenti, affari sporchissimi di Tosi & Lega e quel punto la sfida: se è vero quanto affera, il Borsato ne renda ragione in Procura, se è falso... il Borsato dovrebbe renderne ragione allo stesso Tosi.
Affittopoli, direttopoli, parentopoli: sono queste le colpe del sistema di potere tosiano, secondo Report.
Patrizia Badii, una delle arrestate tra i 24 venetisti del tanko, poco prima delle manette aveva parlato con Report raccontando di quando un moldavo voleva pagare una tangente di decine di migliaia di euro per poter entrare nell'elenco fornitori del Cral Quadrante Europa (con cui possono lavorare solo italiani).
La Badii aveva denunciato subito tutto a Tosi. Il sindaco l'aveva tranquillizzata, spiegando che non poteva essere vero e che in ogni caso ci avrebbe pensato lui. Subito dopo la Badii era stata ripresa da Maurizio Filippi, presidente del Cral, il quale l'aveva invitata a piantarla: tanto, si era vantato Filippi, Tosi non può far niente, io lo tengo per le palle, alludendo di nuovo a foto hard.
Maurizio Filippi, di professione tabaccaio (denuncia a Report il consigliere regionale Valdegamberi) effettivamente sembra avere un certo ascendente sul sindaco, visto che Tosi lo ha nominato ovunque, benché le sue competenze professionali siano davvero scarse: Filippi è stato nominato Presidente dello Star, il parco scientifico e tecnologico; consigliere del Consorzio Zai; consigliere della Quadrante Servizi; consigliere di amministrazione dell’INLOG (partecipata della Zai);presidente dei Veronesi del Mondo; presidente del Circolo Ricreativo Aziendale del Lavoratori del Quadrante Europa, struttura realizzata da quel Consorzio Zai dove Comune, Provincia e Camera di Commercio sono soci.
La denuncia della Badii è pesantissima, visto che viene non da un rivale politico, ma da una ultra venetista appena arrestata, che vede (o vedeva) in Tosi un politico di riferimento, tanto da correre da lui per denunciare un altro leghista. 
"Se Tosi avesse accettato un confronto con noi si sarebbero chiarite molte cose, anche la sua difficoltà a gestire situzioni roventi. Ha preferito la strada delle querele preventive, e adesso, di tutto quello che abbiamo visto, per lui il problema siamo noi" conclude la conduttrice di Report Milena Gabanelli. 



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