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S. Maria in Organo, sosta vietata sul sagrato
Scritto da red2   
lunedý, 06 ottobre 2014 22:20
Sono state posizionate in questi giorni, a margine della piazzetta Santa Maria in Organo, sette fioriere per ridefinire l’area e, nel contempo, impedire la sosta delle auto sul sagrato antistante l’omonima chiesa. Soddisfazione per il risultato raggiunto è stata espressa dall’assessore all’Arredo urbano Luigi Pisa, recatosi questa mattina in sopralluogo al termine dei lavori di riordino dell’area. “L’intervento – ha spiegato Pisa – oltre a garantire una maggior sicurezza nella piazzetta, mettendo fine alla sosta selvaggia di auto che giornalmente assediavano il sagrato anche al di fuori degli stalli segnalati, ha permesso il complessivo riordino dell’area con una maggior valorizzazione della chiesa”.
Ricomincia la favola Chievo, Primavera campione d'Italia
Scritto da red2   
giovedý, 12 giugno 2014 00:19
La favola Chievo continua e riparte dalla Primavera che vince lo scudetto di categoria,  battendo 4-3 ai rigori il Torino. Il Chievo fa festa, premiato il grande lavoro di mister Nicolato e di un gruppo che in stagione ha saputo battere record su record: prima vittoria di un girone Primavera nella regular season, il gruppo B, quello con Atalanta, Inter e Milan per intenderci; prima volta di un gialloblù capocannoniere del torneo: il brasiliano Da Silva; e alla fine premio Morosini del miglior giocatore delle Final Eight scudetto al portiere Moschin, straordinario con la Fiorentina nei 120', poi super ai rigori come contro il Toro, dove ha respinto l'ultima conclusione di Morra.
Partita molto tattica: al Chievo mancano i due attaccanti titolari per squalifica: senza Alimi (miglior marcatore gialloblù delle Final Eight con due centri) e Da Silva (capocannoniere del campionato con 19 gol), Nicolato propone il solito 5-3-2, dove gli esterni sono però meno bloccati; tocca infatti a Mbaye, perno davanti alla difesa, fare gli straordinari in fase di copertura. Davanti a sorpresa con Yamga (gol in semifinale alla Fiorentina) gioca Marchionni, fuoriquota, alle prese con un problema muscolare. E non è un caso se dopo appena 21' l'attaccante del Chievo è costretto a lasciare il campo a favore di Gatto, che porta un minimo di vivacità alla manovra veneta con buone idee e diversi uno contro uno per creare la superiorità numero tra le linee. E' il Torino però a mantenere il pallino del gioco. I granata spingono di più nei primi 15', dove collezionano cinque angoli senza mai essere davvero pericolosi sotto porta. L'unico vero tiro in porta della prima frazione è un destro dai 25 metri di Morra che Moschin respinge di pugno.
Nella ripresa Longo cerca l'intuizione che possa sparigliare le carte: la prima idea è spostare Morra da falso centravanti a esterno alto del tridente, con Gyasi centravanti. Più muscoli e aggressione alla profondità. Il Chievo aspetta un episodio di rimessa, il Toro provo a far abbassare la guardia ai gialloblù liberando finalmente il terzino sinistro Barreca da compiti di copertura, la stanchezza fa il resto, allungando un attimino le squadre. Iniziano così ad arrivare le prime conclusioni verso la porta, ma i granata Morra, Aramu e Gyasi non sembrano nella loro miglior serata. E quando Barreca al 90' spreca la volee a pochi passi dalla porta, sparando alto, il segnale di una finale decisa ai rigori appare chiaro a tutti. Squadre troppo stanche per sbilanciarsi nel supplementare. Nell'over time in effetti le squadre giocano a non farsi male, anche se il Chievo con Gatto all'ultimo istante alla grande chance tricolore. Ai rigori il Chievo fa quattro su quattro, il Toro centra la traversa con Gyasi prima che Morra si faccia ipnotizzare da Moschin. La festa è tutta gialloblù: Nicolato viene lanciato in cielo dai suoi ragazzi, il suo Chievo vola invece nella storia.
Mortale a S. Massimo, individuato il pirata della strada
Scritto da red2   
giovedý, 12 giugno 2014 00:04
Si è conclusa oggi la prima fase di indagini, coordinate dal pubblico ministero Ottaviano, atte ad individuare il veicolo e la persona che era alla guida durante l’incidente stradale accaduto venerdì 30 maggio alle ore 12.50 circa in via del Fenilon, zona San Massimo, costato la vita ad un giovane motociclista di 27 anni. La Polizia municipale di Verona ha infatti trasmesso oggi all’Autorità giudiziaria tutti gli elementi raccolti, i riscontri e il profilo della persona individuata: un veronese residente in un comune della provincia, che era alla guida dell’Opel Astra immatricolata nel 2004, fuggita dal luogo dell’incidente, a cui gli agenti della polizia locale sono riusciti a risalire grazie ad una lunga e complessa attività di indagine. L’auto è stata sottoposta a sequestro probatorio, già convalidato.
“Si tratta dell’indagine di pirateria stradale più difficile degli ultimi anni –spiega il Comandante Luigi Altamura- per il buon esito della quale devo ringraziare gli ufficiali dell’Unità contrasto alla pirateria stradale e del reparto motorizzato, i componenti delle Polizia locale di Verona e provincia, le altre forze dell’Ordine con cui abbiamo collaborato e anche Opel Italia, oltre alla concessionaria di Verona, che nel giro di poche ore ci ha consegnato i dati di tutti i veicoli venduti in città e provincia fra il 2004 e il 2006. Appena accaduto l’incidente, infatti, i nostri agenti presenti sul posto sono riusciti nel giro di un’ora a risalire, tramite i frammenti di specchietto trovati sull’asfalto, al tipo di auto coinvolta, un’Opel Astra appunto, di un modello in produzione fra il 2004 e il 2006. Tramite le banche dati del Comando –prosegue Altamura- sono stati estrapolati i verbali realizzati a tutte le Opel dal 1° gennaio 2004 al 30 maggio 2014, in tutto 2.600 veicoli, numero che si è ristretto, col progredire delle indagini, a 760 auto. Nel frattempo, oltre 200 autovetture di questo modello sono state sottoposte a controllo e tutte le Forze di polizia e le Polizie locali sono state interessate fino a che, nel pomeriggio di lunedì 9 giugno, l’auto coinvolta nell’incidente viene trovata in un comune della provincia. Conclusa questa prima parte, è in atto ora la seconda fase dell’indagine –conclude Altamura- che dovrà portare all’esatta ricostruzione del sinistro stradale”. 
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