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Verona, approvato bilancio 2014
Scritto da red2   
mercoledì, 28 maggio 2014 22:51
La Giunta comunale ha approvato oggi il bilancio di previsione 2014, che per la parte corrente ammonta a 311 milioni di euro, comprensivi dei 24 milioni di quote dei mutui in essere. Gli stessi importi in sostanza dell’esercizio 2013, ridotti però di 2 milioni 200 mila euro per risparmi effettuati sulle spese correnti. 
Rispetto allo scorso anno cambieranno invece le somme che il Comune dovrà introitare, per colmare i 31 milioni in meno che arriveranno dallo Stato e gli 8 milioni in meno che arriveranno da Agsm, dovuti alla svalutazione della centrale di Salionze, causata dal tipo di energia prodotta, il cui prezzo non risulta più concorrenziale sul mercato. 
“Ormai è diventato un meccanismo automatico, anche per il nostro Comune –spiega il Sindaco Flavio Tosi- che non solo è virtuoso, ma che è anche fra i capoluoghi con la tassazione complessiva più bassa: ogni volta che lo Stato taglia i trasferimenti ai Comuni, questi devono aumentare di pari importo la pressione fiscale locale, per evitare di penalizzare i servizi ai cittadini. 
Noi abbiamo un bilancio di spesa corrente che è in continua decrescita, continuiamo a diminuirlo mantenendo allo stesso tempo invariati i servizi sociali, che sono intoccabili. Ma in un quadro così complesso –continua il Sindaco- in cui lo Stato taglia 31 milioni di euro di trasferimenti da un anno all’altro, portandone via poi altri 48 di tasse sugli immobili (32 dal Comune e 16 dai proprietari di immobili di categoria D), saremo costretti ad aumentare le imposte per un importo pari al mancato trasferimento dello Stato. 
Da Imu e Tasi dovranno entrare 137 milioni, è questa la cifra su cui si regge il bilancio 2014 –conclude Tosi- per cui incontreremo a breve le categorie economiche e i rappresentanti dei proprietari immobiliari, per illustrare loro la situazione finanziaria e confrontarsi su quelli che possono essere i margini di manovra, all’interno di una cifra complessiva che dovrà necessariamente rimanere invariata”. 
Crisi, si spende meno per lavare l'auto
Scritto da red2   
mercoledì, 28 maggio 2014 22:48
Il 48% degli impianti di lavaggio auto ha più di 10 anni e solo il 6% degli imprenditori pensa a investimenti nel prossimo anno anche perchè cala il numero dei lavaggi. E' il quadro del comparto car-wash di Lombardia, Veneto e Emilia Romagna presentato oggi a Oil&nonoil-S&TC a Veronafiere. L'indagine realizzata da Doxa per conto di Veronafiere su un campione di 210 titolari e gestori di autolavaggi nelle 3 regioni. Questo è settore in cui in Italia lavorano più di 11mila imprenditori.
Più frutta nei succhi, pressing veneto su governo
Scritto da red2   
martedì, 27 maggio 2014 19:08
La Giunta veneta richiederà al Governo provvedimenti per sostenere l’aumento del contenuto di succo di frutta nelle bibite analcoliche, a tutela del “Made in Italy” agroalimentare, della trasparenza delle etichettature, della equità delle filiere, della competitività delle imprese del primario e della qualità delle produzioni. E’ quanto prevede una specifica delibera, adottata oggi su iniziativa dell’assessore all’agricoltura Franco Manzato, finalizzata a sollecitare il Governo affinchè si impegni a rendere effettivo l’innalzamento della percentuale minima di frutta nei succhi e bevande analcoliche dall’attuale 12 per cento al 20 per cento.
“Il comparto del Made in Italy nelle filiere agroalimentari è universalmente riconosciuto come una straordinaria leva competitiva “ad alto valore aggiunto” per lo sviluppo dell’economia nazionale – ha sottolineato Manzato – tanto più in un momento di grave crisi nella quale sia il Paese, sia la Regione sono alla ricerca di azioni e risorse per il rilancio dell’economia e della crescita occupazionale”. Per questo è necessario qualificare ciò che immettiamo sul mercato e, fra i tanti prodotti italiani che chiedono norme più qualificanti, anche i succhi di frutta e le bevande a base di frutta soffrono di una normativa merceologica che banalizza la qualità, non valorizza la materia prima e non consente al consumatore di reperire prodotti di alto valore qualitativo.
Sull’argomento si era anche espresso il Consiglio regionale con una mozione del 7 maggio scorso, con la quale la giunta veniva impegnata a sollecitare l’aumento della percentuale di frutta effettivamente utilizzata nelle bibite che alla frutta si richiamano.
“Il Veneto – ha ricordato in proposito Manzato – è un importante produttore di frutta con oltre 10 mila aziende frutticole, una superficie di circa 20 mila ettari e una Produzione Lorda Vendibile di settore di oltre 200 milioni di euro: il 3,8 per cento di tutta la PLV regionale. I frutti più coltivati sono le mele, le pere, le pesche, le nettarine e il kiwi, prodotti che possono avvantaggiarsi dalla trasformazione in succhi di frutta. Sul territorio regionale sono inoltre presenti alcune aziende di trasformazione importanti a livello nazionale”.
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