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Nove domande per Tosi
Scritto da red2   
martedì, 08 aprile 2014 19:13
"L'operazione con cui Tosi ha tentato di screditare i giornalisti di Report si è trasformata in un boomerang nei confronti suoi e del l'intera città con l'effetto di moltiplicare i già tanti dubbi circa l'operato della sua amministrazione.
Inaccettabile che davanti ad un quadro così pesante che danneggia l'immagine di Verona, il Sindaco, ormai a corto di argomenti, passi agli insulti e alle immancabili querele, anziché dare le dovute spiegazioni"
Parola di Franco Bonfante e Michele Bertucco, rispettivamente Consigliere regionale e consigliere comunale Pd.
I due hanno stilato le 9 domande che, scrivono "gli rivolgiamo pubblicamente e che gli rivolgeremo nelle sedi opportune".
 
1) Perché si è servito di due personaggi come Sergio Borsato e Massimo Giacobbo nell'operazione – poi rivelatasi controproducente visto che hanno portato al sindaco una versione parziale dei fatti realmente accaduti, - tesa esclusivamente a creare i presupposti della diffamazione e delegittimare l'inchiesta di Report. ?

2) Perché a distanza di giorni dall'anticipazione della trasmissione Report non ha ancora chiarito la natura dei suoi rapporti con Massimo Giacobbo, l'uomo che riprende con la telecamera nascosta il giornalista di Report? e' singolare che Tosi non l'abbia nominato nel corso della sua conferenza stampa, lo voleva tutelare? e perchè?

3) Era a conoscenza che Massimo Giacobbo si è presentato per aiutare imprenditori in difficoltà in nome di rapporti privilegiati con la sua corrente politica e con Lei in particolare? che Giacobbo vantava rapporti privilegiati con la società regionale Veneto Sviluppo con manager a lei vicini, e che avrebbe poi cercato di spillare 400 mila euro ad un imprenditore in difficoltà in cambio di un finanziamento di 1,5 milioni di euro? che i 400 mila euro sempre secondo Giacobbo sarebbero dovuti tornare alla politica? Sui fatti esisterebbe una denuncia molto circostanziata.

4) Se è vero che ha avuto contatti nel corso delle cene elettorali con esponenti della famiglia Giardino, i cui rappresentati avrebbero partecipato in qualità di imprenditori a un summit di mafia tenutosi a Crotone nel corso del quale secondo quanto emerso dalla trasmissione di Report i boss avrebbero parlato di un accordo elettorale con la Lega Nord?

5) Qual e' la natura dei rapporti con gli altri imprenditori crotonesi presenti alle cene elettorali? corrisponde al vero che si è parlato di appoggio elettorale in cambio di appalti e assunzioni presso un'altra società partecipata, la Serit, che veniva indicata come camera di compensazione?

6) Se corrisponde al vero che nel corso delle cene elettorali sono stati raccolti fondi in nero per la campagna elettorale del suo assessore Marco Giorlo. Perché, se niente di tutto quanto detto dalla trasmissione trova fondamento, ha accettato le dimissioni di Giorlo?

7) Qual e' la natura dei suoi viaggi a Crotone , con persone a nome della sua fondazione politica, e in particolare qual è la natura dei contatti con l'imprenditore Raffaele Vrenna,  giudicato dal capo della Dda di Catanzaro un imprenditore border line, e nipote del reggente dell'omonima cosca che come emerge da inchieste giudiziarie è in grado di determinare i risultati elettorali ? 
8) Se è vero che niente è stato corrisposto per l'uso della Gran Guardia da parte della signora Barbara Pinna, chiediamo di sapere i motivi che l'hanno spinta ad elargire tale beneficio ben sapendo che in questo modo avrebbe messo in una situazione di grave difficoltà e inopportunità il comandante della Guardia di Finanza di Verona e se è a conoscenza di chi tra Fiera , e Accademia delle belle arti , entrambe partecipate dal Comune , abbia contribuito per 50 mila euro, e se effettivamente a fronte di un servizio erogato la cifra è stata pagata.

9) Vuole finalmente pubblicare i nomi dei finanziatori della sua fondazione e della sua ultima campagna elettorale, così da tener fede ai ripetuti propositi di trasparenza?
'Ndrangheta, botte da orbi tra Tosi e i Giorgetti
Scritto da red2   
martedì, 08 aprile 2014 19:13

Se quanto Report documenta è vero, allora il consiglio comunale di Verona andrebbe sciolto per infiltrazioni mafiosi.
Arriva come una bomba la notizia che il parlamentare di Forza Italia ha chiesto al prefetto l'avvio di una indagine per verificare quanto emerso nella trasmissione di Rai 3.
Tosi, che già deve replicare al programma, se la prende quindi con l'ex alleato forzista e replica a muro duro.
Spiega che la magistratura ha messo agli arresti dirigenti dell'Ater veronese, su cui il Comune non ha competenza: "il controllo spetta invece all'assessore regionale Massimo Giorgetti, fratello di Alberto" chiosa maligno il sindaco.
Giorgetti (Massimo) controreplica: "La Regione non ha competenze dirette sulla gestione delle Ater, le aziende territoriali per l’edilizia residenziale, che sono autonome e governate ognuna da un proprio consiglio di amministrazione. Inoltre Tosi non può non sapere dell’esistenza e della funzione dei Cda delle Ater in quanto è stato proprio lui, come sindaco, a nominare in rappresentanza del Comune di Verona Umberto Peruffo, già assessore leghista a San Bonifacio, nel consiglio di amministrazione dell’Azienda veronese. Dovesse avere dei dubbi o bisogno di informazioni, il sindaco Tosi si rivolga quindi a Peruffo, che essendo stato da lui nominato, si immagina debba godere anche della sua fiducia".

Quelli di Report? Delle merde
Scritto da red2   
martedì, 08 aprile 2014 19:13
"La reazione a caldo è che sono delle merde e lo ribadisco, sono delle merde, ciò detto guardando chi sono gli interlocutori che sono gente coperta, gente disperata, gente cacciata dalla Lega, vien da dire che han provato a buttare del fango senza che ci sia una prova". E' un Tosi al vetriolo quello che replica da Vinitaly all'annunciata trasmissione di Report di ieri sera, dedicata nella parte centrale al sindaco di Verona e a possibili infiltrazioni mafiose all'interno dell'amministrazione. "Tanto per prendere un elemento" aggiunge Tosi "nella famosa cena della n'drangheta (incontro che si è tenuto a Crotone nell'ambito dei viaggi di Tosi per la sua Fondazione n.d.r.) era presente il sindaco, il presidente della provincia, tre assessori provinciali, consiglieri comunali, il presidente di Confindustria, professionisti (tutti di Crotone n.d.r.) tutto in un locale pubblico, aperto al pubblico, pieno di forze dell'ordine per motivi di sicurezza. Questo dà la misura della mistificazione". E Tosi aggiunge ancora: "Si vede che faccio paura a qualcuno, altrimenti non si capisce tutto questo tentativo di costruire un castello di fango e due che è solo fango e fa un po schifo che dipendenti della tivù di stato usino denaro pubblico per costruire la macchina del fango".
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