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Accattonaggio, vietato fare la carità
Scritto da red2   
mercoledì, 29 giugno 2016 23:47
In considerazione del notevole afflusso turistico in città per la stagione estiva, che determina il conseguente aumento del numero di persone dedite all'accattonaggio, il Sindaco Flavio Tosi ha emesso una nuova ordinanza per vietare di elargire somme in denaro a chi chiede l'elemosina nel centro storico di Verona. Il divieto di agevolare l'accattonaggio attraverso la donazione di somme in denaro sarà in vigore fino al 31 agosto in tutte le aree pubbliche della città antica, oltre a corso Porta Nuova e via IV Novembre. 
La Polizia municipale vigilerà sul rispetto dell'ordinanza e, trascorsi 7 giorni a partire da oggi, cioè dalla pubblicazione dell'ordinanza all'albo pretorio comunale, procederà a sanzionare chi verrà trovato a elargire somme in denaro ad accattoni con un'ammenda di 50 euro. Le somme riscosse dall'applicazione della sanzione saranno versate nel capitolo di bilancio dei Servizi sociali e contribuiranno a finanziare i progetti di contrasto alla povertà, già avviati dal Comune.
“L'articolo 28 del regolamento di Polizia Urbana vieta l'accattonaggio sul territorio comunale -spiega il Sindaco- tuttavia, visto il grande afflusso di persone per la stagione lirica, gli spettacoli al Teatro Romano, i concerti extralirica in Arena e le tante altre manifestazioni organizzate in città, da alcuni giorni assistiamo ad un incremento del numero di persone che esercitano in forma diversa attività di accattonaggio e mendicità. In realtà -continua il Sindaco- le indagini della Polizia municipale hanno evidenziato che siamo in presenza di un racket ben organizzato, che sfrutta disabili, minori e persone anziane, che vengono accompagnati al mattino sul luogo in cui esercitare l'accattonaggio e prelevati la sera. Neppure un euro delle elemosine accumulate durante la giornata resta nelle mani di questi poveretti, ma i proventi dell'intera giornata vengono tutti sequestrati dagli organizzatori del racket. Pertanto, poiché Verona è una delle città in cui maggiormente funziona la rete di solidarietà predisposta dai Servizi sociali del Comune e dalle associazioni religiose e di volontariato, invito i cittadini a non agevolare l'accattonaggio su strada, e a contribuire al sostegno delle persone bisognose attraverso modalità alternative, al fine di non incentivare attività criminose basate sull'odioso sfruttamento dei soggetti più deboli”.
Agrolimentare, made in Verona alla conquista di New York
Scritto da red2   
mercoledì, 29 giugno 2016 23:47
I prodotti agroalimentari veronesi sbarcano a New York, partecipando insieme alla Camera di Commercio alla 62/ma edizione del 'Fancy Food', una della più importanti rassegne del food & wine del Nord America. Tre giorni di incontri b2b per 9 imprese dell'agroalimentare 'made in Verona': riso, vino, pasta, dolci, olio, sottolii, sottaceti e specialità surgelate sono stati presentati nello stand della Camera di Commercio scaligera, che ha accompagnato le imprese.
E' stata un'occasione per creato importanti contatti con i principali importatori e distributori americani. Quello Usa, ha ricordato Arena, componente di Giunta dell'ente camerale, si conferma il quarto partner per export dell'economia veronese e da sei anni è in crescita. Anche nel primo trimestre l'export agroalimentare ha segno positivo, +3,8%, con le migliori performance fatte segnare dal vino, che ha un peso del 22,5%, dai prodotti lattiero-casearie e e dagli oli extravergini del Garda.
lntanto i presidente della Regione Luca Zaia sarà domani mattina a Verona per partecipare all’iniziativa della Coldiretti “Le ragioni del cuore”, presso il Cattolica Centre (via Germania, 33).
Alle ore 12.15 è previsto un confronto tra il presidente Zaia e il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo sul valore del patrimonio agroalimentare, su quanto lo minaccia e sulle opportunità aperte.  
Immigrazione, sparito il 60% dei profughi in Veneto
Scritto da red2   
mercoledì, 29 giugno 2016 23:47
“Secondo i dati in nostro possesso, gli immigrati arrivati in Veneto a tutto il 23 giugno scorso sono stati 23.422, quelli presenti nelle strutture temporanee 9.386. Il 59,92% di queste persone, cioè 14.036, sono di fatto fantasmi: nessuno si sa chi siano, dove siano, cosa facciano, se soffrano o se siano entrati nel giro della malavita. Nel frattempo i dati della Prefettura di Vicenza su quattro mesi di lavoro della commissione per il riconoscimento dello status, attestano che 4 richiedenti su 5 non sono considerabili rifugiati. E ora dove andranno? Cosa ne faranno? Il Governo sa dirci con certezza se andranno in un altro Paese europeo o se saranno rimpatriati? E se sì, come e quando? La situazione sfugge di mano a chi dovrebbe governarla ogni giorno di più. Lo dicono i numeri e i numeri non mentono”.
Sono dati inediti quelli che snocciola il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, commentando la situazione dell’immigrazione in Veneto e il fenomeno degli sbarchi in Italia che da giorni si contano a migliaia.
“Chiamare questa situazione emergenza è poco – incalza Zaia – perché siamo di fronte a un fenomeno che l’inerzia europea e italiana non sono capaci nè di disciplinare, né di arginare. Ogni giorno qualcuno si inventa qualcosa, molti dichiarano a sproposito che tutto è sotto controllo, annunciando nuovi vertici prevedibilmente simili ai precedenti, cioè perfettamente inconcludenti. Intanto gli immigrati arrivano ogni giorno, e praticamente ogni giorno vengono scaricati come pacchi postali, senza rispetto né per la loro dignità né per i territori e per i Sindaci, che vengono costretti ad affrontare situazioni impossibili e socialmente a volte pericolose. Solo scorrendo la stampa di oggi – segnala Zaia – troviamo Marostica (Vicenza) che dice no ai profughi a San Floriano; Mozzecane (Verona) con il Comune che fa muro contro la decisione della Prefettura di ospitare immigrati in case private, definendola un atto di forza; il Conselvano (Padova) i cui Sindaci ‘arrabbiati’ dicono ‘basta ai migranti’. Non sono razzisti, sono bravi amministratori che non ce la fanno più”.
“Intanto – aggiunge Zaia allargando l’orizzonte – gli eurosauri di Bruxelles si stracciano le vesti per la ‘Brexit’ inglese che, a prescindere dagli effetti reali che avrà, è un messaggio chiaro di un popolo contro l’inefficienza e la lontananza dalla realtà dei territori della burocrazia europea, cadregara, parolaia e nulla più. Nessuno di costoro si è ancora chiesto perché è successo? Di certo uno dei perché è l’immigrazione numericamente insostenibile, spesso irregolare, che in Inghilterra ha messo in crisi il sistema del welfare e quello del lavoro e che, se non si fa qualcosa di concreto, presto porterà ad altre Brexit da parte di popoli che chiedono di essere governati, non comandati a bacchetta, subendo ora le tasse esagerate, ora il taglio della loro assistenza sanitaria o sociale, ora l’ossessione della burocrazia, adesso anche l’immigrazione di massa,  troppo spesso irregolare, quasi sempre mal gestita, sempre sottovalutata in nome di un buonismo ipocrita che non intende rendersi conto che a tutto c’è un limite. L’unica vera risposta umanitaria da dare – conclude Zaia -  è il blocco dei traffici di carne umana che produce un business miliardario e planetario; la creazione di centri di accoglienza sulle coste del Nordafrica dove curare i bisognosi, identificare tutti e respingere chi non è un vero profugo; la conseguente attivazione di corridoi umanitari che portino in salvo chi fugge davvero da fame, guerre e persecuzioni etniche o politiche; l’utilizzo dei miliardi di euro che ora si buttano in un’accoglienza che non è tale per creare le occasioni di sviluppo, case, scuole, ospedali, lavoro, nei Paesi da cui i flussi originano”.
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