WebCam Arena
webcam
powered_by.png, 1 kB
Elezioni, the day after PDF Stampa E-mail
Scritto da Alberto Pavoni   
mercoledì, 30 maggio 2007 07:52

 
EDITORIALE

Zanotto l'oppositore

Il sindaco uscente Paolo Zanotto promette che guiderà l'opposizione.
Aveva promesso di guidare l'opposizione cinque anni fa il forzista Pierluigi Bolla, non appena battuto da Zanotto.
Prima Bolla si dileguò dal consiglio, poi sparì ufficialmente dimettendosi.
Una Bolla, appunto.
Idem il margheritino Gustavo Franchetto: battuto da Elio Mosele nella corsa alla presidenza della Provincia, si dimise quasi subito.
Una margheritina, appunto.
Chi perde e poi scappa merita di perdere due volte.
Zanotto che farà?
 
L'omo-voto che non tira
Come le donne non votano le donne, anche i gay non votano i gay, le lesbiche non si votano tra di loro e i transex manco che mai.
Era tanto difficile da capire?
Qualcuno in campagna elettorale aveva dichiarato che “almeno” il 10% dei veronesi è omo-lesbo-trans. Con tutti questi voti si sarebbe potuta costituire una forza politica più o meno equivalente a quella della Lega Nord, che ha stravinto.
Invece il sesso alternativo ha straperso.
Delle due l'una: o gli omosex di entrambi i sex a Verona sono davvero pochi (ed erano quasi tutti candidati...) o le performance a letto hanno scarso appeal politico.
Qualche anno fa l'identico ragionamento aveva portato alla costituzione del partito degli automobilisti.
In fondo, quasi tutti noi abbiano un’auto.
Ma quel partito prese meno dell'1%.
Nel nostro piccolo abbiamo sempre pensato che in circolazione ci fossero più auto che lesbo & gay.
Infatti questi ultimi hanno preso meno di un quinto dell'allora partito degli automobilisti.
 
I costi della politica
Se ne fa un gran parlare in questi giorni grazie ad un paio di libri che spiegano come, ad esempio, tra i benefit dei parlamentari ci sia anche il maestro (gratis) di tennis.
Vabbè…
Un costo invece difficilmente calcolabile è il proliferare di liste e listine di scarso o nullo valore politico.
Obiettivo: raccattare un po' di voti, basta una manciata, che al ballottaggio si rivalutano e vengono venduti a peso d'oro a uno dei candidati sindaco, disposto ad offrire nomine in enti partecipati o addirittura assessorati.
Un vero e proprio costo per la politica, che premia la furbizia di personaggi senza quel seguito e quel consenso popolari indispensabili per l'elezione diretta.
Un aspetto positivo della vittoria schiacciante di Tosi è che questi giochi sono saltati: no ballottaggio no party e niente mercato della vacche.
Gli undici candidati sindaco valgono per quello che hanno preso e così solo Tosi e Zanotto vengono eletti in consiglio. Se lo sono meritati. Gli altri nove restano esclusi e con un pugno di mosche in mano. Il loro mucchietto di voti una volta tanto viene stimato per quel che vale. Ovvero niente, visto che non bastano neanche per fare un consigliere.
 
Verdi e fusi
I Verdi avevano fatto la pace dopo cinque anni di insulti tra i Verdi del Sole e quelli della Colomba.
Poi una fusione fasulla che era solo un'alleanza elettorale con data di scadenza fine maggio.
Forse avevano fatto la somma dei voti di cinque anni fa: "Sole + Colomba = un paio di consiglieri", avran pensato.
Non hanno raggiunto il 2% e restano tutti a casa.
Gongola solo il barbuto Bertani: temendo che si ricandidasse, Zanotto lo aveva nominato nel CdA dell'Amt, pur di non averlo tra i piedi in consiglio nel caso di vittoria.
Adesso con i Verdi annichiliti, Bertani è il number one degli ambientalisti nelle istituzioni.
Stipendio mensile come consigliere di amministrazione e persino l'elezione nel consiglio della circoscrizione Centro Storico. Auguri ai Verdi, ne hanno bisogno.
 
Non è Francesca
E' come sparare sulla Croce Rossa... ma pazienza.
Francesca Tamellini porta a casa 200 voti.
La Tamellini per cinque anni è stata assessore a Turismo, Giardini, Arredo Urbano, Commercio; è stata presidente di categoria Asco ed è maritata con un noto industriale. Il marito è anche editore di un settimanale distribuito gratuitamente e che in campagna elettorale urlava in titoli a tutta pagina "Tamellini candidata!". Un'enfasi che aveva spaventato la mia povera nonna, la quale intuiva che qualcosa di clamoroso stava succedendo, ma non capiva esattamente cosa.
Insomma, la Tamellini di visibilità in cinque anni ne ha avuta molta, anche perché è una graziosa quarantaseienne.
Ma 200 voti dopo cinque anni di esposizione mediatica significa che si è guadagnata una media di 0,1 voti al giorno.
Un po' pochino, eh Francy?

< Precedente   Prossimo >
© 2017 infoverona.it
Joomla! un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.