WebCam Arena
webcam
powered_by.png, 1 kB
Vince Tosi, non cambia niente PDF Stampa E-mail
Scritto da Alberto Pavoni   
martedì, 29 maggio 2007 15:57
 
EDITORIALI

Era scritto, ma non in misura così larga.
Era scritto nei sondaggi (Tosi prima del voto oscillava tra il 52 e il 54%), ma vittoria così netta non lo immaginava/sperava neanche il 37enne leghista.
Per Paolo Zanotto l'unica consolazione rimane il discreto risultato della lista a lui intitolata.
Certo è che quando un sindaco uscente becca appena il 34% dei voti qualche riflessione dovrà pur farla.
Cinque anni fa le bandiere arancioni del sindaco garrivano in piazza Bra.
Oggi si rientra nella "normalità", se per  "normalità" si intende una città che esprime con questo voto la sua vera anima: un po' borghese, un po' moderata, un po' campagnola, un po' conservatrice, per nulla progressista.
O qualcuno aveva immaginato che il candidato transex, l'infornata di candidati gay e lesbiche nel centro-sinistra, la candidatura solitaria di un candidato di Rifondazione e in generale il progressismo "borgotrentino" di Zanotto esprimesse le convizioni profonde della maggioranza dei cittadini?
In questi cinque anni il sindaco forse aveva dimenticato che la sua vittoria era figlia non tanto di una svolta a sinistra dei veronesi, quanto dell'incredibile spaccatura all'interno del centro destra.
Una vittoria - quella di cinque anni fa - figlia anche di un'ammucchiata selvaggia composta da ex DC ed ex PC, dal partito della tramvia (i Verdi) e dalla lista anti-tramvia, da dipietristi antiforzaitalia e da una fetta di Forza Italia.
Un sindaco che non era di centro-sinistra, ma di centro-sinistra-destra, visto che fino a due anni prima dell'elezione l'avvocato Zanotto era quotato in Forza Italia.
L'unica chance era che si ripetesse la stessa situazione e poco c'è mancato: fino a qualche ora prima della presentazione delle liste il centro-destra pareva avere non uno, non due, ma ben tre candidati sindaco.
Poi sono tornati tutti in riga.
La campagna elettorale per Zanotto era finita lì.
Oggi i quotidiani nazionali, a seconda dello schieramento politico, titolano allegri sulla città riconquistata dal centro destra o malignano sui veronesi buzzurri, razzisti e legaioli.
Lasciateli scrivere.
Quando l'Hellas Verona era in serie A i veronesi erano i tifosi più carogne d'Italia.
Con il Chievo in serie A era avvenuta nel volgere di qualche mese la mutazione genetica e lo stadio era frequentato da angeli gialloblù.
Non era cambiato niente allora, non è cambiato niente adesso.
Il terremoto politico è solo apparente.
Si è increspata solo la superficie, ma il magma sotterraneo, la pancia dell'elettorato ha appena borbottato un po'.
Non è successo niente.
Non andatelo a dire a Zanotto, ovviamente... non andatelo a dire neanche a Tosi al quale oggi sembrerà di guidare una rivoluzione politica, ma Verona era città bianca democristiana nella Prima Repubblica e Verona rimane una città moderata-conservatrice nella Seconda.
< Precedente   Prossimo >
© 2017 infoverona.it
Joomla! un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.