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Ambientalisti, più gay che Verdi? PDF Stampa E-mail
Scritto da Alberto Pavoni   
venerdì, 20 aprile 2007 04:13

EDITORIALE

"Pecoraro vieni giù che sei frocio pure tu" era lo slogan gridato al Gay Pride mondiale del 2000 a Roma.
Pecoraro Scanio, attuale ministro dell'Ambiente e numero uno dei Verdi Italiani, non era sceso.
Non è stato un episodio.
Come già successo alcuni anni fa, quando il movimento ambientalista era stato okkupato dai centri sociali che avevano piazzato propri rappresentati in posizioni di vertice, la nuova tendenza ambientalista sembra essere quella gay.
Non c'è solo Pecoraro (che ammette di essere bisex, ma non gay-gay) a capo dei Verdi italiani.
In Regione il successore in pectore di Bettin, il sociologo-verde amico dei centri sociali, è il responsabile dell'Arcigay veneta, mentre a livello locale si sta consumando un piccolo feuilleton verdegay.
Pressioni nazionali e regionali stanno imponendo la candidatura alle comunali cittadine di Michele Breveglieri, sociologo come Bettin ma soprattutto dirigente locale dell'Arcigay. L'obiettivo è di raccogliere i voti degli ottomila iscritti dell'associazione di omosessuali e farlo eleggere a Palazzo Barbieri, alla faccia dei Verdi più o meno storici che sbavano per quella poltrona: l'uscente Luciano Guerrini, il rientrante Mao Valpiana, il sempiterno Giorgio Bertani e un gruppetto di attivisti-peones che da anni ronzano attorno ai Verdi e sperano in un riconoscimento istituzionale... se non un posto in Comune, almeno in circoscrizione o in qualche ente.
La candidatura imposta di un gay nemmanco iscritto ai Verdi e noto magari per le battaglie in tema di diritti individuali, ma assolutamente ignoto per qualsivoglia iniziativa a sfondo ambientalista, ha spaccato i già spaccati Verdi.
La riconciliazione tra i Verdi del Sole che Ride ed i fuoriusciti Verdi della Colomba (ovvero Valpiana & Alberto Tomiolo) passava anche dalla proposizione di candidature condivise qualora avessero riguardato indipendenti, come è appunto Michele Breveglieri.
Il quale Breveglieri è osteggiato dalla Colomba e da un pezzo del Sole che Ride, che non ne risconoscono il sangue verde, ma è sostenuto dalla dirigenza regionale, nazionale e da una parte di quella locale.
Così, mentre si cerca a fatica la riappacificazione del Sole e della Colomba, Breveglieri mette tutti davanti al fatto compiuto, e imitando Tosi e la Lega gioca d'anticipo presentandosi pacificamente come "candidato" quando i candidati non sono ancora stati scelti.
Il gay-verde-indipendente ha annunciato infatti che venerdì 20 aprile alle ore 21 a Palazzo Mutilati in via dei Mutilati 8 si terrà una conferenza dal titolo "Noi siamo famiglia. Ovvero: quando uno stato poco laico si ostina a non riconoscere la realtà".
Il comunicato, frmato dallo stesso Breveglieri, così prosegue: "Sarà presente anche un interprete LIS, la Lingua Italiana dei Segni, per consentire anche alle persone sorde di partecipare alla conferenza e al dibattito. Successivamente all'introduzione del presidente provinciale dei Verdi, Claudio Magagna, saranno relatori Michele Breveglieri, sociologo, candidato indipendente nella lista dei verdi e dirigente Arcigay, la prof.ssa Laura Balbo, professoressa di Sociologia a Padova nonché ex ministro Pari Opportunità e Adele Parrillo, vicepresidente della Lega Italiana Famiglie di Fatto, colei a cui fu impedito di partecipare al funerale del compagno assassinato a Nassirya perchè non sposata. Concluderà l'On. Angelo Bonelli, capogruppo dei Verdi alla Camera. Sarà un'occasione per affrontare in maniera approfondita e non pregiudiziale il tema della famiglia come forma sociale in trasformazione e dei diversi modi di "essere e fare famiglia", così come ampiamente riconosciuto dalla sociologia contemporanea."
Adesso la palla torna ai Verdi della Colomba: o fanno largo al presunto acchiappavoti gay o convincono quelli del Sole che Ride a rompere i ponti con i dirigenti veneti e nazionali, rivendicando autonomia di scelta nelle candidature.
Il dramma omo-verde continua...

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