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Fusione Agsm-Aim, vince la logica del focolare domestico PDF Stampa E-mail
Scritto da Michele Bertucco   
giovedì, 08 febbraio 2018 23:32

LETTERE DEI LETTORI

Siamo stati facili profeti nell'avvertire che lo scontro tra Croce e Sboarina sulla fusione con Aim non avrebbe portato a nulla di buono alla città, infatti ha vinto la volontà del neo presidente Agsm - che col 5% può far valere in coalizione due presidenze di peso - di restare sovrano incontrastato del proprio focolare domestico chiudendo la porta al rafforzamento di Agsm sul mercato.
Di alleanze con l’area di Mantova, Cremona e Brescia abbiamo sentito parlare più volte in passato senza assistere a nulla di concreto. Intanto, dopo una lunga sequenza di matrimoni falliti, Agsm rischia di rimanere un nano all’interno di un mercato di giganti.
Sfumano anche le promesse di riordino delle partecipazioni comunali e di un innalzamento della qualità del management, infatti Sboarina si è limitato a sostituire il ceto politico tosiano con ceto politico proprio lasciando marcire in un imbarazzante indecisionismo le questioni più spinose, vedere ad esempio Aerogest, la società che riunisce i soci pubblici dell’aeroporto, destinata a finire in liquidazione e per la quale non si è pensato ad una soluzione alternativa.
Lo stesso Croce, difensore degli oppressi in campagna elettorale, ha imbarcato il management tosiano nell’avventura albanese, la più opaca intrapresa che si sia vista negli ultimi anni.
Sulla fusione Agsm-Aim chiederemo una commissione a porte chiuse per togliere a Croce l’alibi della segretezza e della riservatezza, così potrà finalmente spiegarci, dall’alto della sua esperienza in fusioni, a quanto dovrebbe essere valutata Agsm in rapporto ad Aim.

Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune 
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