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Nozze gay, il Comune nega di avere vietato lo stand PDF Stampa E-mail
Scritto da red2   
lunedì, 05 febbraio 2018 22:49

Continua la polemica sulla rimozione (che secondo l'amministrazione comunale non è mai stata ordinata) dei manifesti con la scritta "sposati con chi vuoi", alludendo al matrimonio gay, alla fiera "Sposami a Verona".
Secondo l'Assessore al Patrimonio “A parte la grande pubblicità gratuita che qualcuno ha ottenuto da tutta la vicenda, non vedo quali altri notizie ci siano attorno alla fiera ‘Verona sposi’ che si è tenuta all’Arsenale. Sono infatti solo polemiche strumentali tutte le posizioni avanzate su una presunta censura del Comune nei confronti della manifestazione e dello stand ‘Sposa chi vuoi’. Se davvero il Comune avesse voluto censurare, avrebbe revocato la concessione data ad una società privata dietro pagamento del regolare canone di affitto. Si tratta di un evento commerciale, al quale giustamente non è stato concesso patrocinio e del quale non si conoscevano i contenuti.

L’unica azione messa in campo il giorno prima dell’inaugurazione, quando abbiamo appreso dalle pubblicità sulla stampa e non da comunicazioni dirette ai nostri uffici, è stato informare gli organizzatori della posizione ormai nota della nostra Amministrazione. Il Comune di Verona rispetta e dà esecuzione alle leggi nazionali che prevedono la celebrazione delle unioni civili ma non i matrimoni per le coppie delle stesso sesso, come in maniera ingannevole suggeriva la pubblicità. Non abbiamo fatto altro che ricordare agli organizzatori questo aspetto e che la nostra posizione è a favore della famiglia fra persone di sesso diverso. Gli organizzatori non avevano alcun obbligo di modificare l’esposizione. E’ stata una libera scelta, evidentemente ben studiata dal punto di vista del marketing, visto che alla loro decisione è seguita la coda polemica nei nostri confronti. Non è un segreto che la nostra amministrazione di centrodestra abbia questa impostazione valoriale, è invece strumentale l’azione di chi approfitta di temi etici per fomentare partigianerie. Nella città di Verona c’è spazio per tutte le opinioni, compresa la nostra che è ben nota ai cittadini veronesi, visto che è ben spiegata nel nostro programma elettorale”.

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