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L'Hellas fa soffrire il Napoli PDF Stampa E-mail
Scritto da red2   
sabato, 06 gennaio 2018 19:00
Il 2018 del Napoli in campionato riparte così come si era chiuso il 2017: vincendo. Dopo la parentesi negativa della Coppa Italia del 2 gennaio, la squadra di Sarri riprende la marcia e ricomincia il girone di ritorno con tre punti che gli consentono di mantenere la testa e andare alla sosta da prima della classe. E' stato complicato abbattere il muro difensivo dell'Hellas che ha resistito per un'ora prima di cedere sotto i colpi di Koulibaly e Callejon. Ma è stato un dominio azzurro al San Paolo dove, per lunghi tratti, è mancata solo la rete che i partenopei hanno avuto la pazienza di cercare con insistenza. Il ritorno al gol di Callejon, che era a secco da fine ottobre, è la ricompensa per un giocatore capace di partire titolare in 30 gare su 30. Un vero totem per Sarri che ritrova i suoi cavalieri fidati e può fare un altro passo verso il sogno. 

Dopo il consistente, e per nulla produttivo, turnover costato l'eliminazione dalla Coppa Italia, infatti, Sarri riporta in scena il Napoli dei "titolarissimi": la fascia di sinistra torna competenza di Mario Rui, Allan riprende possesso delle chiavi del centrocampo e in attacco il trio delle meraviglie va alla ricerca di un gol che a Mertens e Callejon, in campionato, manca dalla fine di ottobre. Pecchia, che ha raccolto tre sconfitte nelle ultime cinque gare, concede la probabile ultima passerella a Caceres (destinato alla Lazio secondo radio mercato) e piazza, a sorpresa, Romulo sulla trequarti a fare da raccordo tra il centrocampo e l'attaccante di riferimento, Kean. 

E' un Napoli che fa la partita fin da subito ma sbatte contro un Verona ordinato, corto e capace di pressare alto e non farsi schiacciare. La superiorità tecnica e di occasioni da gol degli azzurri è palese e mai in discussione: le occasioni migliori capitano sui piedi di Mertens (palo) e Insigne che spara altissimo da due passi. Pecchia tiene linee vicine tra loro, sposta Romulo prima sulla trequarti poi di nuovo in fascia e accetta spesso e volentieri l'uno contro uno soprattutto in mezzo al campo dove crea delle coppie fisse per non far scattare gli uomini di Sarri. Insigne prova ad accendersi dopo l'occasione sprecata con un bel destro a giro che si spegne a lato di un soffio: le sue triangolazioni con Hamsik e Mertens, quando arrivano, permettono al Napoli di guadagnare metri e centimetri ma agli azzurri sembra mancare la giusta cattiveria nell'ultimo tocco, quello decisivo. E Il Verona, da parte sua, sembra sempre riuscire a ricucire e a metterci una pezza prima di capitolare. 

Una girata di Insigne bloccata da Nicolas a inizio ripresa accende un San Paolo che spinge alla ricerca del gol che i padroni di casa ricominciano a inseguire con veemenza, con le consuete giocate in verticale e con scambi rapidi e di prima. Ma alle tante stoccate di fioretto sembra sempre mancare l'affondo decisivo: l'impressione è che servirebbero le cannonate per tirare giù il muro dell'Hellas. Di certo, non basta il colpo di testa sotto porta di Insigne, fermato dal palo dopo una ripartenza esemplare condotta da Callejon. Il Verona inizia a sbagliare di più in uscita e soprattutto non ha più la gamba per ripartire preferendo così rintanarsi in area a respingere gli assalti partenopei che un gol lo trovano con Mertens ma dopo una segnalazione di offside. E allora a siglare il vantaggio arriva il poderoso fisico di Koulibaly che scaccia la paura andando a segno di testa sugli sviluppi di un corner e tra le proteste dei gialloblu che chiedevano un fallo del difensore su Caracciolo. Il monologo azzurro trova la meritata ricompensa in una gara che sembrava stregata. Di fatto, quello del centrale è il colpo di un vero e proprio ko per il Verona che si sfilaccia e non riesce più a reggere. Il cambio di gioco da una zona all'altra del campo da Insigne verso Callejon vale il raddoppio e soprattutto consente allo spagnolo di sbloccarsi e tornare a esultare per la prima volta dalla fine di ottobre. Nel finale Nicolas evita il tris di Jorginho ma la gara si era, di fatto, già chiusa, con il Verona che non si è mai ripreso dopo il primo svantaggio e il Napoli capace di ottenere ciò che voleva: i tre punti in una gara ostica, complessa, dominata ma dove il gol che tardava ad arrivare poteva innervosire gli azzurri. Capaci, invece, di non perdere la testa. In tutti i sensi.
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