Home arrow News, indice arrow cronaca arrow Erbezzo, otto profughi scappano dal centro accoglienza
WebCam Arena
webcam
powered_by.png, 1 kB
Erbezzo, otto profughi scappano dal centro accoglienza PDF Stampa E-mail
Scritto da red2   
martedì, 14 novembre 2017 23:24

“Otto profughi, verosimilmente clandestini, tra sabato e domenica notte, dall’ex base Nato di Vaccamozzi, avvolti da coperte e lenzuola, si sono incamminati verso Verona per prendere un treno in direzione Milano o Roma. Da quale guerra fuggono e per quale motivo rifiutano l’accoglienza della montagna veronese? Questa volta il Governo che favola vuole raccontarci per giustificare tale episodio?”.

Lo chiedono, in una nota congiunta, i consiglieri regionali di Centro Destra Veneto – Autonomia e Libertà, Stefano Casali e Andrea Bassi.

“E’ dalla scorsa estate che l’arrivo degli 80 richiedenti asilo fa discutere autorità locali e popolazione – esordiscono i consiglieri regionali - ma questo non è bastato per fermare la discutibile decisione della Prefettura. Al momento, sono arrivate solo 34 persone, ma il bando ne prevedeva ben ottanta. Come da copione, e come da noi denunciato nei giorni scorsi, questa non era una sede idonea per accogliere persone che vivono in tutt’altro contesto. Altroché navetta a loro disposizione per portarli in centro a Verona, questi una volta vista la sede e il contesto, non volevano nemmeno scendere dal bus”.

“A meno di ventiquattro ore dal loro arrivo – continuano gli esponenti di Centro Destra Veneto -  alcuni hanno deciso di lasciare la contrada montana alla ricerca di nuove mete. Il fatto di enorme gravità, fa emergere diverse problematiche: innanzitutto, queste persone non sono profughi (non posseggono infatti i requisiti per essere definiti tali, ovvero ‘persone costrette ad abbandonare la propria terra, il proprio paese, la patria, in seguito ad eventi bellici, a persecuzioni, oppure a cataclismi’). Il secondo aspetto è che, questi africani sono ospiti sulle spalle degli italiani, che si vedono impoveriti da una crisi economica che ha messo in ginocchio il nostro Paese. Il Governo Gentiloni sta tradendo il suo popolo a vantaggio di  cooperative che ottengono lauti guadagni con i soldi pubblici degli italiani”.

“Ci chiediamo per quanto tempo dobbiamo rimanere ancora inerti e subire scelte folli – ribadiscono Bassi e Casali – Inoltre, il personale della cooperativa dov’era quando le otto persone hanno lasciato  la ex Base Nato? Tutte domande lecite, le nostre, che ogni cittadino italiano si è posto di fronte allo sfascio e all’inconsistenza di questi progetti, volti solo ad arricchire le società preposte all’accoglienza”.

“Ci auguriamo quanto prima – concludono Andrea Bassi e Stefano Casali – che la nostra voce arrivi non solo a Verona, ma in tutta Italia, per porre fine con immediati provvedimenti a una situazione che ormai è degenerata nel ridicolo”.

< Precedente   Prossimo >
© 2017 infoverona.it
Joomla! un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.