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Profughi ad Erbezzo, il caso finisce in Regione PDF Stampa E-mail
Scritto da red2   
mercoledì, 08 novembre 2017 22:50

“I primi 19 profughi sono arrivati lunedì 6 novembre in località Vaccamozzi di Erbezzo, in provincia di Verona, ma il bando della Prefettura parla chiaro: ne prevede 80 in una comunità di una decina di persone. Non si potevano trovare altre soluzioni?”. È l’interrogativo che si pone il Consigliere regionale Andrea Bassi del gruppo Centro Destra Veneto - Autonomia e Libertà.

“Ad agosto - ricorda il Consigliere - era uscito il bando pubblicato dalla Prefettura di Verona. Nonostante il disappunto espresso sia dal Sindaco Lucio Campedelli, dalla popolazione e dal nostro Gruppo consigliare, la Prefettura ha proseguito imperterrita; non capisco quale sia la strategia di portare un numero così importante all’interno di una comunità montana, dove abitudini e usi sono lontanissimi dal modo di vivere di queste persone”.

“Inoltre - prosegue - il paese si trova a parecchi chilometri di distanza dal centro di Erbezzo, e cosa faranno i profughi per trascorrere il proprio tempo? In inverno, alle 16:30 del pomeriggio c’è già buio e i mezzi per raggiungere la città sono rari. Senza dimenticare che in questa piccola contrada vivono quattro persone con più di novant’anni, preoccupatissime per la situazione che si potrebbe andare a creare”.

”Le richieste e la volontà del primo cittadino sull’ex Base Nato erano ben diverse - spiega Bassi - l’idea era di trasformare le palazzine esistenti in casa vacanze e di destinare la parte dei bunker alla conservazione e valorizzazione dei prodotti tipici. Per la particolarità e la bellezza della zona già alcuni imprenditori volevano investire, ma si sono visti negare anche questa possibilità. Invece di tutelare la zona, il Prefetto ha ben pensato di portare preoccupazione e possibili disagi alle persone che, nonostante le difficoltà e le scomodità, hanno deciso di rimanerci”.

“Rimango ancora una volta basito per come le autorità preposte stiano gestendo la situazione, considerando che sui giornali nazionali viene propagandata la diminuzione degli sbarchi. È la solita presa in giro - conclude Bassi - si favoriscono le cooperative, a fronte di lauti e sicuri compensi, a scapito dei milioni di italiani in difficoltà per la mancanza di lavoro e della crisi che ha colpito il nostro Paese, e di pensionati che con le poche centinaia di euro non riescono ad arrivare a fine mese. Tra l'altro le Prefetture venete, nonostante i numerosi solleciti e pure la mozione approvata dal Consiglio regionale, si ostinano a non rispondere alla nostra civilissima richiesta dei dati sugli arrivi di migranti, ospiti dei centri di accoglienza e sui rimpatri effettuati per i profughi che non avevano i requisiti per rimanere: una scorrettezza istituzionale infinita. Ma il nostro lavoro e il nostro impegno per placare questo business continua e non ci fermeremo certo qui”.

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