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Ex magazzini generali, tripla beffa per residenti a Verona sud PDF Stampa E-mail
Scritto da Michele Bertucco   
martedì, 07 novembre 2017 21:58

LETTERE DEI LETTORI

Agli ex Magazzini generali non ci andrà né l’Ulss né nessuna altra istituzione o funzione in grado di portare la riqualificazione e il prestigio sperati: la giunta Sboarina ha infatti già pronta la proposta di delibera per concedere a Torre Sgr, cioè a Fondazione Cariverona, il “parziale” cambio di destinazione d’uso da “direzionale pubblico” a direzionale privato su quattro grandi fabbricati del complesso: il numero 16 e il 17 (ex Polo delle Professioni, 1.203 metri quadri) e il numero 25 e 26 (ex Ulss, 11.889 metri quadri) per un totale di 13.092 metri quadri.

Dopo l’operazione Eataly (8 mila metri quadri) e Unicredit, Sboarina porta così a termine l’opera di privatizzazione degli ex Magazzini Generali già avviata dal suo predecessore Flavio Tosi con una tripla beffa nei confronti dei quartieri di Verona Sud, ai quali era stata promessa una vera riqualificazione urbana, ma che ora invece si ritrovano con la solita concentrazione di attrattori di traffico (uffici e più avanti probabilmente anche negozi, prima beffa) privi di standard urbanistici fondamentali come parcheggi e verde pubblico (seconda beffa), essendo stati gli oneri di urbanizzazione monetizzati nel 2013 in favore del parcheggio scambiatore di Verona Sud che tuttavia è un’opera al palo (terza beffa). L’apoteosi della cattiva politica.

Ora dunque è ufficiale: del Polo culturale non resta più nulla, nemmeno le briciole. La classe politica cittadina ha ordito ogni genere di manovra per illudere e infine fregare i cittadini e ora agita la nuova carota del parco allo Scalo Merci senza tuttavia prendere alcun provvedimento concreto.

Per la precisione, la destinazione dei fabbricati ex Ulss diventerà “direzionale non aperto al pubblico”, la foglia di fico con cui i nuovi amministratori contano di riuscire a non perdere la faccia nei confronti dei cittadini di Verona Sud. Ma la sostanza non cambia. Non si comprende invece dove stia il pubblico interesse in questa decisione, visto che il Comune da questa operazione incamera circa 270 mila euro, sempre che escludiamo la nota sudditanza delle amministrazioni veronesi nei confronti della Fondazione.

Michele Bertucco
consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune 
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