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Morbo di Parkinson, convegno nazionale a Verona PDF Stampa E-mail
Scritto da red2   
mercoledì, 17 maggio 2017 21:33

Era il 1817 quando un medico inglese pubblicava un saggio su specifici casi di paralisi definita “agitante”. Il dottore in questione era James Parkinson e da allora il suo nome è legato a una patologia neurodegenerativa che, oggi, colpisce oltre 4 milioni di persone in tutto il mondo.
In occasione del bicentenario della scoperta della malattia, il palazzo della Gran Guardia ospiterà, dal 17 al 19 maggio, oltre 700 esperti neurologi, tra cui alcuni stranieri, che si sono dati appuntamento per il terzo congresso dell’Accademia Italiana per lo studio della malattia di Parkinson e dei Disordini del Movimento (Accademia LIimpe-Dismov).
La scelta di Verona come sede per questo prestigioso evento conferma l’eccellenza, riconosciuta a livello internazionale, degli studi e delle ricerche condotti su questa patologia dal “Centro Parkinson e Disordini del Movimento” dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Verona, diretto da Michele Tinazzi del dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento dell’università di Verona e presidente del congresso.
Michele Tinazzi dichiara “Sono molto onorato che Verona possa ospitare ora, dopo il convegno della Associazione Italiana Disordini del Movimento e Malattia di Parkinson (Dismov) del 2010, il terzo congresso dell’Accademia Limpe-Dismov e l’evento internazionale supportato dalla International Parkinson and Movement Disorders Society”.
La malattia di Parkinson risulta essere la seconda più comune patologia neurodegenerativa dopo la malattia di Alzheimer, con una prevalenza stimata del 2% nella settima decade di vita.  In Veneto si stima in circa 15.000 il numero dei pazienti affetti. Si caratterizza per la presenza di sintomi motori come tremore a riposo, bradicinesia (lentezza nei movimenti) e rigidità. Col progredire della malattia si determina un crescente aumento del grado di disabilità dovuto alle comparsa di complicanze motorie (blocchi motori, movimenti involontari, instabilità posturale e cadute) e in molti casi di sintomi non motori (disturbi cognitivi, ansia e depressione, dolore, disturbi del sonno) tali da richiedere una gestione molto impegnativa da un punto di vista medico (talora con la necessità di ricoveri anche urgenti), socio-assistenziale e familiare.

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