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Dal seme al cibo, convegno al Festival Biblico PDF Stampa E-mail
Scritto da red2   
giovedì, 11 maggio 2017 20:52
Anche la terra e i suoi frutti hanno un viaggio da compiere, prima di trasformarsi in cibo. Un viaggio tanto più lungo, quanto più si intenda onorare i cicli della natura e godere delle proprietà nutritive di ciò che assumiamo. Nel rispetto della salute umana, ambientale ed economica. Se ne parlerà venerdì 12 maggio, ore 18, nella Sala Vescovi della Curia durante l’incontro di avvicinamento al Festival Biblico (19-21maggio) “Dal seme al cibo. Tre vie per un oggi sostenibile”, con don Elia Lunardi, consigliere ecclesiastico Coldiretti Veneto, Italo Sandrini, presidente Acli Verona, Giovanni Gut del Movimento Cristiano Lavoratori, organizzato in collaborazione con Coldiretti Verona, Acli, Mcl.
«Da anni Coldiretti promuove la cultura del Km Zero,una vera e propria provocazione verso il nostro tempo», dice don Lunardi. «In una società in cui tutto deve essere ottenuto subito e facilmente, occorre infatti uno “stop”. Alla corsa affannosa della società moderna, occorre sostituire una decelerazione, che consenta di prendere consapevolezza dei tempi della natura, anche se diversi dai nostri. Il “Km Zero” diventa così un mezzo per fermarci a osservare, gustare, parlare. Il Km Zero, a dispetto del  nome, non è un viaggio molto corto, bensì un ritorno alle lontane origini, dove a dettare ritmi e regole è la terra stessa».
Un’inversione di rotta dalle ricadute etiche, sia per l’ambiente (percorrenze ridotte equivalgono a minori emissioni dannose per l’aria), che per la collettività. E non solo perché si assicura un cibo più sano, bensì perché i mercati “di campagna” favoriscono l’aggregazione e il confronto. «Qui viene dato il giusto valore, anche economico, ai beni posti in vendita», sottolinea Lunardi. I dati dimostrano che «il numero delle persone che acquistano direttamente dal produttore sono in forte crescita, segno che a chiedere di rallentare la corsa comincia ad essere l’uomo stesso».
È il terzo anno che Coldiretti Verona partecipa al Festival Biblico «e per noi è motivo di grande orgoglio», sottolinea il presidente Claudio Valente. «Quest’anno poi, il titolo della conferenza ci coinvolge in modo particolare. Coldiretti nel mettere il cibo, con la sua salubrità e origine, al centro della propria politica strategica ha restituito all’impresa agricola un rinnovato e sano protagonismo, riconosciuto dai consumatori, e ha reso un servizio al Paese. Accorciando la filiera, i prodotti coltivati e trasformati dagli agricoltori arrivano direttamente al consumatore senza intermediari nei punti vendita aziendali o nei mercati a km zero di Campagna Amica».
Dopo gli scandali alimentari dovuti all’invasione di cibi di dubbia provenienza, inoltre, Coldiretti rinnova l’impegno ad adoperarsi «affinché venga riconosciuta l’obbligatorietà dell’indicazione in etichetta della provenienza delle materie prime, anche per i prodotti trasformati».
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