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Festival Biblico, pietanze antiche in dieci ristoranti PDF Stampa E-mail
Scritto da red2   
venerdì, 05 maggio 2017 23:32

“Felice chi ha la strada nel cuore”, recita il motto del Festival Biblico 2017. E Felice chi, camminando, si imbatterà nella buona tavola. Dopo il successo delle precedenti edizioni, anche quest’anno, dal 6 al 22 maggio, 10 ristoranti della città (trattorie o pizzerie) apriranno le porte alla rassegna dedicata alle Sacre Scritture declinando il tema proposto in altrettanti Piatti Biblici.

Non si tratta di rievocare antiche pietanze, ma piuttosto, di utilizzare in un modo nuovo gli ingredienti citati nella Bibbia, sollecitati dalle non poche indicazioni fornite dallo stesso libro sacro. In Ezechiele 4,9-12, ad esempio, Dio detta al profeta la ricetta di una nutriente focaccia! Gesù stesso, sulla riva del Lago di Tiberiade, offre del pesce dal lui arrostito ai discepoli (Gv 21), e in un altro passo del vangelo indica le dosi corrette di lievito e farina per fare il pane (Mt 13,33).

Il cibo alimenta il corpo, ma ciò non basta: abbiamo anche un palato spirituale, in grado di apprezzare il senso nascosto dietro ogni sapore. Spiega infatti il Salmo 104: “Benedici Signore anima mia, fai crescere il fieno per gli armenti e l’erba a servizio dell’uomo perché tragga alimento dalla terra: il vino che allieta il cuore dell’uomo, l’olio che fa brillare il suo volto il pane che sostiene il suo vigore».

E allora ecco le colorate e profumate pietanze che saranno servite dal 6 al 22 maggio (su prenotazione presso il singolo esercizio), con orario 12.00-15.00/19.00-22.00: 

Il piatto del rimpianto - Trattoria al Bersagliere. Stufato di pollo cucinato senza pelle con alcuni ingredienti tipici della terra di Israele e Palestina: fave, orzo, aglio e cumino. Il piatto evoca il rimpianto provato da Pietro, quando prima che il gallo cantasse tre volte, rinnegò Gesù. Inoltre, il pollo è cotto con le ossa, che nella simbologia biblica sono sede della forza

Il piatto della Maddalena - Santa Felicita Sarde alla griglia, contornate con cipolla, capperi, fichi secchi, datteri e mandorle, prodotti molto nutrienti della terra di Israele e Palestina. Aromatizzati con coriandolo e aneto. A ricordo della provenienza di Maria Maddalena, la città di Magdala, il cui nome in greco era Tarichea che significa «sarde sotto sale» e che, infatti, era un porto situato presso il pescoso lago di Tiberiade.

La pecora del deserto di Giuda – Emanuel Cafè Carne di pecora con polpettine di farro e ceci, e pane spezzato. Ben cucinata, la pecora era il piatto di carne più frequente nel mondo biblico, tipico di un popolo legato alla pastorizia. Non essendoci frigoriferi, quando nel mondo antico si preparava un animale per il pasto, si cercava di non sprecare la carne. Si potevano quindi avere molti invitati per consumarla. La carne, quando veniva regalata soprattutto ai poveri, era il segno tangibile di quello che poi è stato chiamato il «sacrificio di comunione» (Es 18,12), a motivo della condivisione con chi era ridotto alla fame.

Il Cervo di Isaia - Pizzeria e ristorante San Zeno. Pizza Bianca con salme di cervo, rucola e monte veronese che unisce la tradizione biblica con quella locale.

Il manzo di re Salomone - Osteria al Duca. Manzo accompagnato dal sapore aromatico della cicoria condita di pinoli e il gusto agrodolce delle cipolle al forno, da banchetto regale. Salomone fu il «grande re saggio» che portò il regno di Israele al massimo dello splendore. I banchetti succulenti di palazzo erano assicurati dal suo squisito intrattenimento, come quando incontrò la regina di Saba o nell'occasione del matrimonio di una delle figlie del faraone d'Egitto, una terra con cui il regno di Israele si è confrontata nel bene e nel male. Nel piatto convivono infatti le rimpiante cipolle d’Egitto e le erbe amare della schiavitù.

Il capretto del tempio - Osteria dal Cavaliere Carne di capretto marinata negli aromi e cotta al forno con vino bianco e ripasso in una glassa di datteri, uno dei frutti più presenti in oriente. Il piatto è inoltre contornato di erbette passate in padella con le mandorle tostate e pane al curry.

Il sacrifico del capretto non era solo un atto di culto per propiziarsi la divinità (Nm 15,10-11), ma,  essendo «dono del Signore», in quanto ricevuto dalla natura, si riteneva giusto rispondere a Dio, privandosi di qualcosa d’importante, di solito il primogenito dell’animale sacrificale.

L'agnello di Mosè – Calmiere L’agnello è una delle carni più gradite nella cucina biblica. Queste cotolette di Agnello sono servite con tutta una serie d’ingredienti che richiamano la vita dei nomadi, come la ricotta di pecora, e altri prodotti come farro, uova, burro, farina, cicoria e origano fresco. I pastori aspergevano l’ingresso delle tende con il sangue dell’agnello come segno di protezione dal male prima di affrontare un viaggio non facile, quando giungeva la stagione della transumanza. La notte della partenza si condivideva l'agnello arrostito (Es 12,3-5). Da questo pasto nacque il rito della Pasqua ebraica, attraverso il quale tutte famiglie ebree ricordano ogni anno la liberazione dalla schiavitù d'Egitto.

Il principe d'Egitto - Pizzeria Impero Trattoria  Pizza con carpaccio d'anatra, mozzarella, crema di asparagi, melograno e glassa di balsamico, simili ai gusti delle tavole dei faraoni, in particolare in Egitto, dove l'anatra così frequente presso il fiume Nilo, viene rappresentata nei geroglifici ed era simbolo dell'alto lignaggio, tipico degli ambienti di corte. Questa pizza ha dunque qualcosa di regale, ci ricorda Mosè, adottato dalla figlia del faraone, che commossa se ne prende cura e lo educa come un principe (Es 2,10).

La regina di Saba - Ristorante Antica Torretta Si tratta di una faraona invitante già con il suo seducente profumo. Viene servita con carote, zucchine, patate, cipolla, sedano e un misto di aromi come il timo, la salvia e il rosmarino. La regina di Saba, attuale Yemen, volle andare a verificare la sapienza del Re Salomone (1Re 10,1-13), portando ogni sorta di cose preziose, tra cui aromi di ogni specie. Un incontro così importante fu certamente coronato da un pasto fuori dal comune, con quei gusti capaci di sorprendere qualsiasi regina.

Il grano di Rut - Casa Perbellini Spaghetti di grano arso, ragù di lenticchie e creste di gallo con pan bagnato al cipollotto. Il grano arso viene ridotta a una semola, proprio perché ha una grana più spessa e proviene dal frumento duro. Ci ricorda Rut, la spigolatrice, che raccoglieva il grano dei poveri perché, quando era stagione della mietitura, vigeva la regola di lasciare qualche spigola di frumento ai margini dei campi (Lv 19,9). Pur essendo straniera, Rut divenne la nonna di Iesse, il padre del re Davide, e viene citata nella genealogia di Gesù (Mt 1,5). 

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