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Verona Sud o Calcutta? PDF Stampa E-mail
Scritto da Michele Bertucco   
lunedì, 27 marzo 2017 23:47

LETTERE DEI LETTORI 

Più che il boulevard di una moderna città europea l’asse di viale del Lavoro sembra il mercato ottocentesco di una antica città indiana, tipo Calcutta, dove ognuno che arriva pianta la sua tenda. Stendendo un velo pietoso sull’invasione dei centri commerciali, che avviene in assenza di qualsiasi presupposto urbanistico od economico, occorre osservare che l’annunciato arrivo degli uffici Glaxo richiederà, se confermato, una variante urbanistica, perché la destinazione attuale dell’area ex Interzona è di uffici pubblici (doveva trasferirsi l’Ulss). I parcheggi che il Sindaco è ora costretto ad andarsi a cercare erano già disponibili nell’area dell’ex Mercato Ortofrutticolo, per difenderli Tosi aveva perfino affossato il progetto del Polo finanziario accollando al Comune un debito gigantesco verso le banche di oltre 30 milioni di euro che sotto altre spoglie stiamo tuttora pagando, salvo poi cambiare idea su richiesta di Esselunga. L’India è invero una grande democrazia, quando vuole, mentre questa è soltanto una piccola amministrazione che in questi anni ha funto per lo più da agenzia immobiliare in favore degli interessi privati fregandosene degli interessi dei cittadini. Basta guardare alla fine che ha fatto l'auditorium del fu Polo Culturale, a come hanno trattato la richiesta di ampliamento del Parco di Santa Teresa o la richiesta di un polmone verde all’ex scalo merci. Lo stesso filobus è stato dirottato da Viale del Lavoro nelle vie interne su richiesta dell'Autostrada e della Fiera.

Michele Bertucco, Verona Piazza Pulita
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