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Verona città più europea senza il traforo PDF Stampa E-mail
Scritto da Michele Bertucco   
mercoledì, 15 febbraio 2017 23:01
 
LETTERE DEI LETTORI

La mobilità non si fa fa per spot o per slogan, in tutte le grandi città essa è realizzata a partire da una pianificazione, mentre a Verona abbiamo un piano del traffico urbano vecchio di decenni. Sotto questo aspetto le promesse di Tosi hanno cristallizzato il tempo agli anni Settanta-Ottanta, con il trasporto su bici fermo al 7% e quello pubblico 8%. Un Sindaco che crede così tanto all’utilità del filobus che nel piano triennale delle opere non ha fatto inserire nemmeno i parcheggi scambiatori, altro che mille giorni di lavori!
Da dove ripartire, quindi? Prima di azzardare qualche altra fantasiosa opera infrastrutturale occorre per lo meno portare la mobilità sostenibile vicina ai livelli europei, facendo crescere la mobilità ciclistica e potenziando il trasporto pubblico. Pedonalizzazioni e allargamento della Ztl erano previsti persino nel programma del Sindaco, ma questo non si realizza se non si investe e se non si prendono misure di disincentivazione dell’uso del mezzo motorizzato privato. Tutte le città moderne hanno un sistema efficiente di parcheggi scambiatori collegati con mezzi pubblici, perché Verona dovrebbe credere di poterne farne a meno?
Il problema è che le opere infrastrutturali vengono spesso usate come feticcio dalla politica, ma tutti i grandi urbanisti che hanno messo gli occhi sulla nostra città ci hanno detto che non c’è un’opera risolutiva se prima non si cambia la composizione del traffico. Se non lo comprendiamo continueremo ad inseguire i feticci dei vari Tosi di turno.

Michele Bertucco, Verona Piazza Pulita
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