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Castelvecchio, dopo il furto la presa in giro PDF Stampa E-mail
Scritto da Al.Pa.   
mercoledì, 03 febbraio 2016 20:22

EDITORIALI

Bambini... tutti al museo a farsi un selfie con cui sostituire il quadro rubato.
Un'idiozia totale, diseducativa (ma sarebbe lungo il discorso sulla moderna didattica che in nome di se stessa volgarizza e banalizza qualunque sforzo cerebrale volto alla comprensione).
I bambini (citiamo la nota dell'amministrazione) avranno "un'occasione unica per giocare sul telefonino in modo creativo nel Museo".
Nelle intenzioni dovrebbe essere "un invito a inventare storie attraverso il disegno e la fotografia, sotto la guida e i consigli di insegnanti e professionisti.
Ogni bambino potrà scattare un 'selfie al Museo' grazie ad uno smartphone messo a disposizione per l'occasione oppure usando il proprio telefonino. Tutti i bambini potranno vedere posizionati i loro lavori in un quadro interattivo sostituendo con il proprio disegno lo scarabocchio che tiene in mano il Ragazzo del Caroto".
Per la cronaca, il dipinto del Caroto citato nella nota è uno dei capolavori trafugati in novembre, anche se non viene detto.
"Con l'aiuto di un fotografo professionista, infine, gli scatti selfie saranno trasformati in vere e proprie fotografie d'autore. 
Tutti i disegni realizzati dai giovani artisti renderanno i partecipanti protagonisti di una mostra da godere insieme con amici, compagni di classe e famiglie, e ogni partecipante avrà almeno un'opera esposta!"
Però, mentre il Comune fa giocare i bambini in pinacoteca, sostituendo con un selfie un capolavoro del Rinascimento, fa impressione il silenzio assoluto sul clamoroso furto di due mesi fa.
La notizia di quello che era stato persino definito "il copo del secolo" aveva avuto risonanza anche sui media stranieri.
Poi il silenzio.
Oggi, a oltre due mesi dal furto, arrivano all'improvviso due notizie: il Comune si chiama fuori e fa causa alla ditta di sorveglianza e il selfie per bambini.
Se non è una presa in giro, poco ci manca.
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