Home arrow News, indice arrow turismo arrow Riapre il Museo degli Affreschi
WebCam Arena
webcam
powered_by.png, 1 kB
Riapre il Museo degli Affreschi PDF Stampa E-mail
Scritto da red2   
venerdì, 13 novembre 2015 20:33

Domani sabato 14 novembre, con ingresso gratuito al pubblico a partire dalle ore 14.30 ed esteso a tutta la giornata di domenica 15 novembre, sarà inaugurato il rinnovato Museo degli Affreschi Giovan Battista Cavalcaselle, alla tomba di Giulietta. 
Il nuovo allestimento è stato presentato oggi alla stampa dall'assessore all'Edilizia monumentale Edoardo Lana e dal Consigliere incaricato alla Cultura Antonia Pavesi; presenti il Soprintendente per le Belle arti e il Paesaggio delle province di Rovigo, Verona e Vicenza Fabrizio Magani, la professoressa Tiziana Franco dell'Università di Verona, il direttore dei lavori architetto Valter Rossetto, la Direttrice dei Musei Civici di Verona Paola Marini, il dirigente del settore Edilizia monumentale del Comune ingegner Sergio Menon.
“I lavori di sistemazione dell’ala meridionale del chiostro -spiega Lana- rappresentano la fase finale di un lungo intervento di riqualificazione del complesso museale, finalizzata a recuperare gli spazi ora nuovamente allestiti, integrandoli a quelli preesistenti. I lavori di riqualificazione e allestimento sono costati complessivamente circa 2 milioni 300 mila euro. Ringrazio la Regione Veneto, che ha contribuito con un finanziamento di oltre 500 mila euro”.
“Un nuovo, importante tassello che va ad aggiungersi all'offerta culturale della città di Verona” commenta Pavesi: “gli 85 mila visitatori che frequentano ogni anno questo luogo, attratti soprattutto dal mito di Giulietta, lo troveranno molto più ricco, interessante ed attraente. Siamo certi quindi che il numero di visitatori potrà ulteriormente aumentare, grazie ai nuovi, importanti capitoli della storia e della bellezza di Verona”.
Ampliato nel suo percorso con una nuova sezione espositiva, l’ala sud completamente rinnovata, il nuovo museo integra la grande raccolta di affreschi, già presenti sin dal 1973, con importanti opere del Medioevo e del Rinascimento veronese, realizzate sempre con la tecnica “a fresco”.
Sede del complesso museale è l’ex convento di San Francesco al Corso che accoglie, oltre alla celebre Tomba di Giulietta, ampi spazi destinati a verde e all’esposizione di reperti e frammenti lapidei.


In previsione di tale completamento, la Direzione Musei d’Arte e Monumenti ha condotto una campagna di catalogazione e studio degli affreschi, delle sculture e dei reperti lapidei al fine di approfondire, per quanto possibile, l’origine di questo ingente patrimonio, con l’intento di arricchire l’esposizione già disponibile al pubblico. I reperti cronologicamente e artisticamente più significativi sono stati selezionati per essere presentati lungo un rinnovato percorso museale.
Il nuovo ordinamento prevede nel chiostro, ad accogliere il visitatore, sei statue, rappresentanti le Virtù e le città di Verona e Vicenza, provenienti dal recinto delle Arche Scaligere, inserite in tale contesto al fine di riunirle e di creare un ideale dialogo con i pezzi trecenteschi esposti nelle sale superiori del museo.
L’importante intervento di recupero giunto a conclusione ha consentito la realizzazione al pianterreno di una sala riunioni da 70 posti per le attività culturali del museo, che l’Amministrazione comunale ha deciso di intitolare a Giacomo Galtarossa, il maggior mecenate dei musei veronesi del secondo Novecento e primo presidente degli Amici dei Musei di Verona

Proseguendo, mediante un percorso cronologico, la nuova apertura del museo consente di compiere un viaggio attraverso i secoli nella città dipinta. Partendo dall’anno Mille, in un suggestivo piccolo ambiente che rievoca il sacello scarpiano del Museo di Castelvecchio, sono esposti frammenti lapidei e architettonici, iscrizioni, capitelli, mensole e patere di grande valore storico e decorativo, provenienti da edifici religiosi distrutti (la chiesa di San Daniele e quella di Tombazosana) coevi al ciclo affrescato della grotta di San Nazaro. Tali rarissime pitture, il cui primo strato è datato 996, in occasione della riapertura del museo sono state smontate e ricomposte secondo la nuova restituzione studiata dalla professoressa Tiziana Franco dell’Università di Verona.
Nell’adiacente salone sono esposti gli imponenti sottarchi con ritratti di imperatori romani, provenienti dal Palazzo scaligero di Cansignorio affrescati da Altichiero a partire dal 1364 e staccati nel 1967. Dopo un accurato restauro, eseguito dal Laboratorio di Restauro della Soprintendenza per le Belle Arti e il Paesaggio delle province di Verona, Rovigo e Vicenza, i sottarchi vengono ora presentati con un particolare sistema a sospensione che ne consente una lettura dal basso simile a quella che il ciclo aveva originalmente. Accanto agli undici sottarchi, trovano posto una monumentale Crocifissione e affreschi trecenteschi provenienti dal chiostro di Santa Eufemia, dalla chiesa di Santa Felicita e da altre chiese veronesi, con elementi lapidei riferibili al periodo scaligero e post scaligero, come i medaglioni marmorei con profili di imperatori romani, quale esempio di sviluppo umanistico del tema scelto da Altichiero, ispirandosi a monete romane di cui sono presentati dei preziosi esempi.

Nel corridoio laterale del secondo piano è collocato il lungo fregio continuo affrescato da Jacopo Ligozzi e bottega (1547-1627) per una sala di Palazzo Fumanelli, raffigurante la Cavalcata di Carlo V e Clemente VII in Bologna nel 1530, staccato e donato ai musei civici veronesi alla fine dell’Ottocento. Esso è costituito da tredici grandi elementi che compongono un ciclo di circa trenta metri lineari. Dieci di tali elementi vengono presentati nella fascia sommitale della parete, a richiamare l’antica collocazione, mentre tre elementi contigui sono abbassati all’altezza dello sguardo dello spettatore, per consentirne un più diretto apprezzamento, con riferimento alle fonti grafiche che li ispirarono.
Da questo punto in avanti il percorso museale si connette con quello esistente, continuando il racconto della città dipinta con gli affreschi di Bernardino India e Domenico Brusasorzi per Palazzo Fiorio della Seta, e prosegue con le tele di Felice Brusasorzi, Anselmo Canera, Paolo Farinati. Queste ultime, commissionate da Pellegrino Ridolfi nel 1584, rappresentano tre episodi della Vita di Mosè e furono esposte a Castelvecchio fino al 1944, quando vennero danneggiate a seguito dello scoppio del vicino ponte sull’Adige.
Nella medesima sala sono esposti 16 bronzetti affiancati a una importante statua in bronzo di inizio Seicento raffigurante San Rocco, proveniente dal Lazzaretto di Michele Sanmicheli, presentata in precedenza solo in sporadiche occasioni.

L’ordinamento espositivo, curato da Paola Marini, con Ettore Napione, Sara Rodella e Ketty Bertolaso, è corredato da ampi testi illustrativi e da un adeguato apparato grafico-didascalico, integrato da strumenti multimediali con informazioni collegate alla storia della città. L’allestimento è di Valter Rossetto con la collaborazione Alba di Lieto e Viviana Tagetto.
In alcuni week end di novembre e dicembre, il nuovo Museo degli Affreschi ospiterà un ricco carnet di appuntamenti e attività gratuiti per i visitatori in possesso del biglietto di ingresso.
Per visite guidate: Associazione Guide Turistiche Ippogrifo, tel. 045 8278959.

< Precedente   Prossimo >
© 2017 infoverona.it
Joomla! un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.