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Surrealismo alla pearà PDF Stampa E-mail
Scritto da Alberto Pavoni   
mercoledì, 13 giugno 2012 21:24


EDITORIALI

Tosi è in perfetta continuità con se stesso.
Una delle prime azioni del sindaco Tosi-Uno fu un'azione legale contro Goldin per l'annullamento della mostra “I Capolavori del Louvre”. Una delle prime azioni di Tosi-Due, sindaco e pure assessore alla cultura, è un’azione legale (una delle tante) per l’annullamento della mostra su Mirò.
E’ una politica talmente surreale che a Mirò sarebbe piaciuta.

O il mondo ce l’ha con noi oppure qualcosa non funziona nella macchina comunale.
Eppure il sindaco-assessore, viste le sue frequentazioni circensi, dovrebbe conoscere il detto “pagare moneta, vedere cammello”.
Di certo l’espressione è risaputa, per cui chi organizza viaggi e promuove cultura al prossimo annuncio di una mostra (ma ce saranno altre?) prima di pianificare qualcosa vorrà vedere se il cammello ce l’abbiamo davvero.

Nel 2008 si era parlato di 30000 prenotazioni per la mostra poi saltata.
Quest’anno non si è ancora parlato di numeri, certo è che l’evento era stato pubblicizzato.
Quattro anni fa per finanziare la mostra-fantasma venne annunciata una sorta tassa di scopo, il ticket di ingresso sui bus turistici: i tesori restarono al Louvre, ma il ticket arrivò lo stesso.
Non solo: viene pure mantenuto, come le accise sulla benzina per la guerra  in Etiopia.
Con la differenza che almeno Mussolini fece la guerra, ma Tosi non fece la mostra.
Anche questo è tutto molto surreale per cui non abbiamo bisogno di Mirò alla Gran Guardia: i surrealisti in piazza Bra già ci sono ed espongono a Palazzo Barbieri. 

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