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Bossi e i suoi famigli PDF Stampa E-mail
Scritto da Alberto Pavoni   
sabato, 07 aprile 2012 20:48

 EDITORIALI

Nella vecchia fattoria, ia ia o
Quante bestie ha zio Tobia ia-ia-o
Tre donne.
Tre giornaliste.
Tre ciuchine della TV.
 
A LA7 va in scena un confronto-scontro tra Aurora Lussana, direttrice di Tele Padania, Antonella Mascali, de "Il Fatto Quotidiano" e Lilli Gruber, conduttrice del programma "Otto e mezzo".
La Lussana è trasfigurata e parla di Bossi come di Gesù Cristo: "settimana di Passione", "il Golgota"... manca solo annunci la resurrezione entro tre giorni.
La Mascari non sta nella pelle... vede scorrere sangue leghista e interrompe la Lussana per incalzarla di obiezioni.
La Gruber fa finta di essere imparziale e s'infila nei discorsi per mettere in difficoltà la Lussana.
Attaccare la giornalista leghista è come menare un bambino dell'asilo: la poveraccia si fa male da sola, racconta orgogliosa di essere leghista da quando frequentava il ginnasio, proprio adesso che neanche Bossi si sente tanto bossiano.
Il solito dibattito TV?
Mica tanto.
La Lussana ad un certo punto, riferendosi ai figli di Bossi, parla dei "famigli" del senatur.
Poi ripete l'espressione, "i famigli".
Infine - terza volta -, per riassumere in una parola sola il Trota, i suoi fratelli e forse l'entourage del Bossi, ripete "i famigli".
Le altre due agguerrite giornaliste non dicono niente.
Capiamo che per la Lussana, madrelingua padana, l'italiano sia la seconda lingua... ma Gruber e Mascari l'italiano lo conoscono?
Dizionario Treccani, definizione di "famiglio": famìglio s. m. [der. di famiglia]. – Servitore, domestico. È voce ant., conservatasi con usi specifici in pochi casi: i f. del comune (gli uscieri o i messi comunali); i f. di un collegio, di un’accademia militare e sim. (cioè i camerieri). In alcune località dell’Italia settentr., è così chiamata la persona addetta alla cura, al governo e alla mungitura delle mucche, o in genere a lavori dell’azienda agricola, dove convive con la famiglia del conduttore.
Insomma, almeno una giornalista su tre avrebbe potuto accorgersi che Trota & C. sono stati definiti, non per lapsus, ma per ignoranza, servi, camerieri, mungitori di vacche...
Se questo è il livello culturale di chi della lingua italiana ha fatto un mestiere, si capisce perché - tanto per restare in tema - Bossi preferisca farsi capire con rutti e dito medio.
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