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Salviamo i (pum)marò PDF Stampa E-mail
Scritto da Alberto Pavoni   
venerdì, 09 marzo 2012 06:29

EDITORIALE
 
Vietato bivaccare, vietato mangiare, vietato bere, vietato stare in canottiera.
Nei pressi dei monumenti è vietato tutto.
Il sindaco sceriffo ha pure multato un bambino che mangiava il gelato sui gradini del municipio.
Oggi pomeriggio un assessore del sindaco sceriffo, Marco Padovani, ex AN oggi PdL, ha assistito compiaciuto all'operazione di impastoiamento del cavallo in bronzo che, in piazza Bra, regge in groppa Vittorio Emanuele II.
Un gruppetto di sodali di partito dell'assessore (c'erano anche il consigliere comunale Elena Traverso e il presidente della Prima Circoscrizione Matteo Gelmetti) ha lanciato una fune tra le zampe del cavallo, vi ha attaccatto il cartello "Salviamo i marò" e, salendo in piedi sui blocchi in pietra alla base del monumento, ha sventolato bandiere tricolori.
Due vigili urbani subito intervenuti per contestare l'operazione si sono ritrovati faccia a faccia con l'assessore che gli ha spiegato che era tutto a posto.
I due hanno quindi battuto in ritirata.
Se è tutto a posto se ne deduce che sedersi ai piedi di un monumento e leccare un gelato è indecoroso e forse pericoloso per il monumento stesso, mentre arrampicarsi e legarvi corde non crea problemi.
Se invece non è così... chi protegge i monumenti dall'assessore alla Protezione Civile, visto che i vigili non hanno interrotto lo spettacolo cui ha partecipato anche lo sbandieratore Padovani?
Probabilmente pure le delibere di Tosi vanno interpretate non con cipiglio padano, ma con italica allegrezza.
Insomma, "Salviamo i (pum)marò". 
 
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