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Verona, festa misera e pochi tricolori PDF Stampa E-mail
Scritto da Alberto Pavoni   
venerdì, 18 marzo 2011 02:52

EDITORIALE

Poche bandiere nel centro di Verona.
L'unità piace più in periferia, Veronetta e Golosine, dormitori (soprattutto Veronetta) di immigrati perlopiù extracomunitari, sfoggiavano più tricolori di piazza Bra e via Mazzini.
In piazza Erbe le bandiere bisognava cercarle.
Per i leghisti motivo di orgoglio, per gli anti-leghisti è questo iil frutto avvelenato della politica padan-secessionista di cui il sindaco Tosi è abile interprete.
Rigoroso leghista della prima ora e adesso apparentemente tiepido secessionista, quasi convertito all'italianità.
Oggi era in piazza Bra all'alzabandiera, fasciato nel tricolore.
Nulla ha detto però dei suoi sottoposti leghisti che in consiglio provinciale avevano lasciato l'aula piuttosto di cantare l'inno di Mameli.
Per ragioni di opportunità politica Tosi ha preferito glissare: nessuna censura ai leghisti e fascia tricolore nel dì della festa, ma soprattutto, scarsa, anzi, quasi nulla partecipazione del Comune agli eventi di festa.
L'amministrazione ha organizzato quasi nulla per il 150esimo dell'unità d'Italia.
Forse l'evento più importante è la mostra sul Risorgimento che aprirà all'ex arsenale.
Appunto, all'x arsenale, non in Gran Guardia o nel cuore della città.
All'ormai cadente ex arsenale, lontano dagli occhi e lontano dai cuori leghisti.
Un colpo al cerchio e uno alla botte, in perfetto stile Lega, partito di lotta e di governo.
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