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Nomadi, la Lega chiede abrogazione legge veneta PDF Stampa E-mail
Scritto da red2   
martedì, 22 giugno 2010 22:49

Il gruppo della Lega Nord in Consiglio regionale ha presentato un progetto di legge composto di un unico articolo che chiede l'abrogazione della legge veneta che dispone interventi "a tutela della cultura dei Rom e dei Sinti". La norma che i consiglieri leghisti intendono abrogare risale al 1989 anno in cui fu approvata dall'assemblea veneta per allargare anche ai nomadi di etnia Sinti gli interventi di tutela previsti da una precedente legge del 1984 che si occupava solo degli zingari Rom. La legge attualmente in vigore prevede finanziamenti agli enti locali (Comuni anche consorziati e Comunità Montane) da destinare, soprattutto, all'allestimento di campi sosta attrezzati per i nomadi, all'inserimento scolastico dei loro bambini e l'inserimento lavorativo degli adulti. "In nome di una malintesa "cultura dell'accoglienza" - spiega il primo firmatario della proposta abrogativa, il capogruppo Federico Caner - per anni sono stati erogati ingenti finanziamenti a questi gruppi Rom e Sinti producendo danni enormi, dal punto di vista sociale, alla comunità nazionale e alle genti venete in particolare". "Il problema della presenza di insediamenti di tribù nomadi nella nostra regione - afferma ancora l'esponente leghista - va considerato per quello che è: un problema, appunto, che non può essere risolto addirittura agevolando e incentivando mediante finanziamenti pubblici la presenza dei campi-sosta nel territorio regionale. La presenza di comunità Rom e Sinti nelle nostre città è un qualcosa che non va tutelato, ma, tuttalpiù, tollerato nel doveroso rispetto dei differenti modi di vita". "La gente veneta è ospitale - spiega ancora il consigliere regionale della Lega - ma questa sua predisposizione non va confusa con incapacità di autotutelarsi dalla presenza di insediamenti di genti e popoli che per le loro peculiarità e i loro costumi (in verità assai discutibili) rappresentano una costante fonte di disagio e di turbamento sociale anche in considerazione delle numerosissime violazioni della legge penale e dei problemi di ordine pubblico che seguono costantemente la presenza di questi insediamenti nel territorio". "Vi è quindi l'urgenza di porre rimedio a questa situazione - conclude Federico Caner - e, pur nel rispetto di ogni minoranza, bloccare i finanziamenti pubblici per l'acquisto e la manutenzione dei campi-sosta anche perché le comunità in gran parte sono diventate stanziali. E' necessario, quindi, abrogare una legge che, tra l'altro, non è nemmeno servita a favorire l'integrazione delle comunità nomadi nella società veneta soprattutto perché sono esse stesse, le prime a non volere tale integrazione".
Il consigliere regionale del Partito Democratico Claudio Sinigaglia commenta la presentazione del progetto leghista per abrogare l'attuale norma regionale per tutelare la cultura Roma e Sinti osservando anzitutto, che esso sconfessa quanto deciso a Verona dal sindaco leghista Tosi che, assieme al ministro degli Interni leghista Maroni, ha stanziato 1,4 milioni di euro per riqualificare ben due campi nomadi."Mi sembra - afferma Sinigaglia - che nella Lega domini l'anarchia e l'assenza di una strategia comune con cui affrontare le questioni legate all'integrazione sociale: roba da armata Brancaleone". "Il dato di fatto - conclude l'esponente del Pd - è che con questa proposta Caner segue le orme del suo governo che vuole azzerare ogni finanziamento ai Comuni impoverendoli irrimediabilmente, alla faccia del federalismo. Col risultato, in questo caso, che le amministrazioni locali non potranno fare più nulla ad esempio sul fronte dell'integrazione scolastica e che per i veneti i problemi di convivenza, invece che sparire, diventeranno sempre più giganteschi".

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