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Dal muro dell'Amore al muro di Berlino PDF Stampa E-mail
Scritto da Al.Pa   
lunedì, 26 aprile 2010 21:52
 
EDITORIALE

Dopo il muro dell'amore, il muro di BerlinTosi.
Verona diventerà famosa non solo per i veri messaggi d'amore sui muri alla casa di Giulietta, ma anche per i falsi graffiti su un muro fasullo che la giunta ha deciso di erigere lungo i giardini in Bra, di fronte alla Gran Guardia, in memoria della divisione tra le due Germanie.
Scelta dal punto di vista amministrativo inspiegabile, oppure politicamente spiegabilissima per una maggioranza e una Lista Tosi che ha imbarcato gente che si definisce "fascista" e se ne vanta.
E' semmai meno ovvio sottolineare quanto incomprensibile sarà quel muro per gli stessi turisti - non solo tedeschi - che in visita a Verona chiederanno spiegazione di un simile capolavoro e quale collegamento vi sia con la città di Giulietta (a pochi metri, tra l'altro, dalla fontana che celebra il gemellaggio con Monaco).
Per non parlare della sorpresa o del fastidio per i tedeschi, prima nazionalità di visitatori a Verona.
Esteticamente il finto muro di Berlino chiuderà la visuale sui giardini e la retrostante Arena: appena il turista svolterà l'angolo di corso Porta Nuova sarà respinto da una barriera di graffiti posticci; a seguire, il parcheggio taxi.
Perfino Berlino è stata più discreta: solo brevissimi tratti del muro (vero), in alcune zone (non monumentali), esibiscono (e là giustamente) la memoria di quel che fu.
Tanto che i turisti, a Berlino, il muro se lo devono andare a cercare, mentre qui ci sbatteranno contro entrando in città.
L'allestimento teatrale in Bra sarà completato da alpini e jeep mimetiche del celebre scenografo Roberto Maroni.
Willkommen in Verona!
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