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Ospedali, lezioni online per studenti ricoverati |
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Scritto da red2
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lunedì, 08 marzo 2010 20:07 |
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Scuola “on line” per gli studenti veronesi ricoverati in Ospedale e impossibilitati a seguire le lezioni per lunghi periodi. L'importante servizio di supporto allo studio per i ragazzi delle scuole superiori più sfortunati ha preso il nome di
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, è stato presentato oggi all'ITC “Aldo Pasoli” di Verona alla presenza dell'Assessore regionale alla Sanità, ed è stato reso possibile da una collaborazione tra le Istituzioni scolastiche ed Amia Spa, che ha donato all'Istituto Pasoli due postazioni multimediali di ultimissima generazione grazie alle quali sarà da subito possibile coinvolgere gli studenti ricoverati nelle lezioni. Il funzionamento del collegamento è stato illustrato on line con il Centro per la Fibrosi Cistica dell'Ospedale di Borgo Trento, ma sarà attivabile pressochè con tutti i nosocomi del veronese. Di questa rete scuola-ospedale fanno già parte altre due Istituti veronesi, il “Marconi” e il “Montanari”, ma ci si attendono altre adesioni. Complimentandosi con Amia Spa per la sensibilità dimostrata e con i dirigenti scolastici per la positivissima attenzione agli studenti in difficoltà, l'Assessore regionale ha definito questa iniziativa “uno straordinario esempio di umanizzazione dell'ospedale: bella e concreta, perchè così facendo si eviterà che molti ragazzi, già messi in difficoltà dalla malattia, rischino anche di perdere l'anno”. Le lezioni si tengono grazie alla presenza contemporanea di insegnanti nella postazione telematica a scuola e di un insegnante in ospedale, al fianco del ragazzo ricoverato. Il collegamento può avvenire sia dalla stanza dello studente, sia da specifiche postazioni allestite negli ospedali. Di volta in volta, il team di insegnanti all'opera in questo progetto sarà scelto in base alle esigenze specifiche di recupero dello studente.
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Donne, non è festa sul lavoro |
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Scritto da Massimo Castellani
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lunedì, 08 marzo 2010 20:13 |
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LETTERE DEI LETTORI
Ogni anno, l’8 marzo, si celebra la festa della donna. Una ricorrenza che appare sempre più retorica, dal momento che nel mondo del lavoro le differenze tra gli uomini e le donne rimangono e pesano.
Secondo un’indagine condotta da Veneto Lavoro, nella nostra regione la retribuzione media annua è di 23.750 euro per gli uomini e di 15.118 per le donne. Solo il 40 % delle donne lavora a tempo pieno, mentre il 70 % degli uomini lavora full time.
La differenza tra maschi e femmine risulta evidente e consistente anche a parità di età, tempo lavorato e orario: per gli occupati full time tra i 30 e 39 anni la retribuzione media per gli uomini è di 28.834 euro e 23.702 per le donne. Dati che testimoniano un mondo del lavoro dove la parità è ancora lontana, che privilegia i maschi negando le condizioni essenziali per permettere alla donna e alla famiglia la conciliazione dei tempi di lavoro e dei tempi di vita. Gli asili nido e le scuole materne non sono sufficienti, praticano orari che rendono inconciliabile il lavoro con l’uscita dei figli e hanno un costo insostenibile per una famiglia a basso reddito, giovane e con un mutuo o un affitto a carico.
In una società ancora maschilista come la nostra, il peso della famiglia e dei figli gravita ancora essenzialmente sulle spalle delle donne e, poiché i servizi non sono adeguati, spesso le lavoratrici sono costrette a scegliere orari di lavoro ridotti, a rinunciare alla carriera oppure ad avere una famiglia.
Anche nel caso in cui una donna riuscisse a conciliare tempo di lavoro e tempo di vita gli ostacoli che dovrà superare per raggiungere i livelli dirigenziali sono ben più difficoltosi rispetto a quelli di un uomo. E questo accade nel mondo del lavoro ma anche in politica, organizzazioni sindacali incluse.
Una recente ricerca di Federmanager (federazione che associa 90mila dirigenti industriali) evidenzia come le pari opportunità siano ancora una meta lontana: su 100 dirigenti, 94 sono uomini e solo 6 donne. Anche in quest’ambito si conferma che il fattore determinante della mancata presenza femminile in posizioni dirigenziali riguarda la difficoltà di conciliare famiglia e lavoro: il requisito prioritario per l’acquisizione della qualifica dirigenziale è risultato infatti la “massima disponibilità di tempo” e, solo secondariamente, il titolo di studio. I risultati, elaborati su 210 risposte, provenienti da 101 uomini e 109 donne, con un’età media delle manager di 46,3 anni contro un’età media dei colleghi maschi di 49 (l’elemento dell’età media evidenzia il fatto che, quando le donne scelgono la carriera, bruciano i tempi prima degli uomini) hanno messo in evidenza come, rispetto all’analoga indagine condotta, una decina d’anni fa, dall’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro (ISPESL) poco sia cambiato nello sviluppo della carriera dei dirigenti.
Sono numeri che inducono ad una riflessione spassionata sulla realtà delle pari opportunità nella nostra società che, è lecito chiedersi, potrebbe forse rivelarsi migliore se ci fossero più donne a governarne i processi.
Massimo Castellani
Segretario provinciale Cisl Verona
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Aeroporti, ancora guerra tra Verona e Brescia |
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Scritto da red2
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lunedì, 08 marzo 2010 10:37 |
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Mercoledi' 10 marzo i Consigli di amministrazione di Sea e Sacbo, societa' che gestisce l'aeroporto di Orio al Serio, daranno il via libera all'alleanza industriale tra Malpensa-Linate e Orio al Serio. L'obiettivo e' gettare la prima pietra del processo di razionalizzazione a quattro (piu' avanti verranno coinvolti gli aeroporti Catullo di Verona e Montichiari di Brescia) del sistema aeroportuale di buona parte del Nord Italia, assegnando a ogni scalo un preciso target di attivita' in modo da trarre vantaggio dalla vicinanza anziche' farne elemento di concorrenza.
E' quanto si legge in un articolo di Milano Finanza in cui si spiega che il progetto conta sugli sviluppi infrastrutturali dei prossimi anni, come l'alta velocita' Milano-Verona o l'autostrada BreBeMi che colleghera' Brescia con Milano entro il 2012, che renderanno molto piu' semplice l'accesso agli scali.
Alcuni giorni fa e' spuntato pero' un ostacolo. Franco Bettoni, presidente della Camera di Commercio di Brescia (azionista al 7,5% di Montichiari), si e' messo di traverso al progetto rilasciando alcune dichiarazioni al vetriolo alla stampa locale. "A me non piace per niente l'idea di creare un asse nel quale Montichiari venga usato come discarica o pattumiera solo per il trasporto delle merci", ha incalzato Bettoni in un'intervista pubblicata dal quotidiano Brescia Oggi. Il progetto prevede infatti che l'aeroporto di Brescia-Montichiari - attualmente controllato e gestito dal Catullo di Verona - si focalizzi sul traffico cargo e low cost per l'Europa orientale. Una scelta che apparentemente penalizza lo scalo ma che, in una logica di sistema, potrebbe potenziare il tessuto economico locale con grande beneficio di tutti.
Gran parte del tessuto economico e imprenditoriale bresciano sembra non condividere i duri giudizi di Bettoni. E c'e' anche chi coglie l'occasione per lanciare qualche freccia avvelenata. "Bettoni e' stato tra i promotori della Fiera di Brescia, un inutile doppione della fiera di Montichiari costato a suo tempo ben 7 mld. Anche in quel caso le logiche campanilistiche prevalsero su quelle di sistema. Ô ora di finirla", attacca un altro imprenditore locale. Lo stop imposto da Bettoni insomma potrebbe avere i giorni contati. Intanto i Cda di Sea e Sacbo sono pronti a mettersi al lavoro.
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