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Caso Report-Tosi, sindaco accusato di calunnia
Scritto da red2   
mercoledì, 10 febbraio 2016 21:53

Capita di rado che una persona vada dal Gip come parte lesa e ne esca come imputato. Ma è capitato al sindaco di Verona Flavio Tosi.
Tutto nasce nel 2014, quando il giornalista Sigfrido Ranucci, in una inchiesta che venne trasmessa nella trasmissione Report, accertò dei contatti tra Tosi e un paio di personaggi considerati legati ad alcune famiglie calabresi della 'ndrangheta. Non c'era prova di alcun affare illegale, ma Tosi querelò Ranucci per quel servizio, che parlava anche del sindaco sotto ricatto per un video definibile come "imbarazzante". Tosi, quando seppe che Ranucci stava facendo una inchiesta giornalistica, lo videoregistrò di nascosto dopo aver creato una "trappola", in modo da dimostrare che il suo intento era diffamatorio. Oltre a Tosi, a querelare Ranucci erano state un'altra decina di persone per quel servizio.
Il Gip di Verona Livia Magri, nell'udienza che doveva decidere il rinvio a giudizio, ha archiviato tutte le denunce, dato che erano infondate. Il giornalista infatti, nel suo servizio documentava tutte le sue affermazioni, cosa che elimina qualsiasi possibilità di intento diffamatorio. Ma contemporaneamente ha deciso l'imputazione coatta per Tosi, in quanto nella sua denuncia è andato oltre la semplice descrizione dei fatti arrivando - secondo il Gip - ad un potenziale reato.

Situazione dunque completamente ribaltata rispetto alle accuse di Flavio Tosi formulate prima e dopo la trasmissione a lui dedicata
Il giudice era chiamato a pronunciarsi su questa e su altre sette querele contro Report per il servizio trasmesso nell’aprile del 2014. Ranucci era stato querelato da Tosi, da Pasquale Marziano (che ha querelato anche Milena Gabanelli) e dal fratello Armando Marziano; da Patrizia Badii; da Antonio e Alfredo Giardino; da Francesco Sinopoli e da M. C. O. Altre quattro querele per il medesimo servizio di 36 minuti sono state già archiviate a Padova e a Venezia. Il Gip di Verona or chiude il caso. Prima esamina le querele e le opposizioni alla richiesta di archiviazione del pm di Verona e alla fine archivia tutto dando atto a Ranucci e a Gabanelli di avere svolto correttamente il loro lavoro. “Non vi è neppure un fatto tra quelli che nel corso della trasmissione sono stati riferiti come accaduti che sia risultato non veritiero”, scrive il Gip. “La conduttrice Gabanelli senza esprimere alcun giudizio ha semplicemente messo in fila tutta una serie di dati oggettivi”.
Anche sulla questione più delicata del procedimento penale cioé la parte del servizio che si occupava dell’uso di un presunto video hard che avrebbe ritratto Tosi con un trans, il Gip dopo averlo definito ‘fantomatico’ dà atto che Milena Gabanelli “contrariamente a quanto sostenuto da Flavio Tosi nella querela per diffamazione per mezzo televisivo, non dà affatto per scontata l’esistenza del video”. Non solo, Gabanelli precisava in tv che “l’interesse rispetto a questa notizia non risiedeva certo nello scoprire quali fossero i gusti sessuali del sindaco Tosi ma di comprendere se davvero, come riferito da alcune fonti palesate nel corso del servizio, la storia di questo fantomatico video hard fosse utilizzata come arma di ricatto per condizionare l’operato di Tosi come politico”.

 

Carcerati di guardia al municipio
Scritto da red2   
mercoledì, 10 febbraio 2016 21:33

E’ stato approvato oggi dalla Giunta comunale il progetto di pubblica utilità volto ad attivare un nuovo servizio di guardiania di Palazzo Barbieri nei giorni festivi avvalendosi della collaborazione di detenuti del Carcere di Montorio a fine pena ed in via di reinserimento sociale. Il progetto, illustrato dal Sindaco Flavio Tosi, sarà realizzato nell’ambito dell’accordo sottoscritto da Comune di Verona, Direzione della Casa Circondariale di Verona, Tribunale di Sorveglianza – Ufficio di Verona, Progetto Esodo Caritas Verona e Garante dei Diritti delle persone private della libertà personale, finalizzato a promuovere attività lavorativa non remunerata, a favore della collettività, da parte di persone in esecuzione penale.

“Soggetti a fine pena ed in via di reinserimento sociale – ha spiegato il Sindaco Tosi – saranno impiegati, in forma gratuita, per supportare la Polizia municipale nel servizio di sorveglianza di Palazzo Barbieri. Attualmente, la guardiania al Municipio nei giorni festivi è fornita esclusivamente da personale della Polizia municipale che, con l’impiego di detenuti, potrebbe essere parzialmente sollevato dal servizio e destinato a compiti più consoni al profilo ed alle esigenze della città. Un’operazione che non comporterà alcun aggravio di costi per il Comune, fornendo un servizio di pubblica utilità per la città”.

Il servizio, che sarà avviato per un periodo sperimentale di 6 mesi, prevede l’impiego in Municipio di alcuni detenuti per l’attività di guardiania, dalle ore 7 alle 19, delle domeniche e dei giorni festivi. Al progetto saranno destinati dalla Direzione del Carcere solo detenuti di sicura affidabilità che, per un corretto svolgimento del nuovo impiego, saranno inizialmente formati e seguiti da personale comunale. In qualsiasi caso di necessità, per tutta la durata del progetto, sarà comunque garantito da parte della Polizia municipale l’immediato intervento. 

Castelvecchio, restaurato il quadro danneggiato dai rapinatori
Scritto da red2   
martedì, 09 febbraio 2016 23:37
E' stato completato il restauro conservativo del dipinto ad olio su tavola raffigurante "La Conversione di San Paolo" del secolo XVI, danneggiato dai banditi durante la rapina compiuta al Museo di Castelvecchio a Verona lo scorso 19 novembre. L'intervento è stato eseguito dalla Soprintendenza Belle arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza: i due frammenti strappati nel tentativo di rimuovere il dipinto dal muro sono stati portati nel laboratorio di restauro della Soprintendenza; non presentando parti mancanti, si è provveduto al restauro direttamente nel Museo. La tavola è firmata da Giulio Licinio.
Nel clamoroso colpo al museo veronese erano stati portati via 17 dipinti, tra i quali 6 Tintoretto e opere di Rubens, Mantegna e Pisanello.
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