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Rincari acqua, gli aumenti avallati dai sindaci
Scritto da red2   
giovedì, 27 novembre 2014 22:26
“Adesso non ci sia chi va in giro a raccontare che il nuovo aumento delle bollette dell'acqua, che aumenteranno di quasi un quarto nei prossimi due anni, è dovuto alle autorità romane”. Lo dichiara in una nota Stefano Valdegamberi, consigliere regionale presidente di Futuro Popolare. “Nella primavera scorsa – prosegue l’esponente di FP – avevo lanciato un appello alle amministrazioni comunali in vista dell'assemblea dell'Autorità d'ambito del servizio idrico che è rimasto inascoltato e con il quale esortavo i sindaci a non votare il nuovo piano tariffario che prevedeva, appunto, per gli utenti di Acque Veronesi aumenti delle bollette elevatissimi e non giustificati. Le tariffe – spiegava e spiega Valdegamberi - non vengono imposte da Roma, come ci vogliono raccontare, ma su di esse le amministrazioni locali hanno un margine di discrezionalità. Ebbene per quanto riguarda Acque Veronesi vengono applicate al massimo, con la giustificazione che così si fanno investimenti. Quegli investimenti che in realtà non vengono mai avviati secondo quanto previsto. Mi chiedo dove vadano a finire i soldi (per l'altra azienda che si occupa di servizio idrico nel Veronese, la Gardesana servizi, l'aumento previsto era ben inferiore, di circa il 3 per cento) anche se poi mi viene in mente che in Acque Veronesi si spende più di un milione di euro l'anno per pagare chi al suo interno occupa ruoli dirigenziali ed apicali in un numero così alto che nessun'altra azienda del settore in Veneto ha. Nonostante l'assenza di ben 44 Comuni su 98 l'aumento delle tariffe è stato approvato. Ora – ribadisce - i sindaci non facciano finta di non sapere, se i loro cittadini pagheranno di più è perché loro hanno ratificato tale situazione. Nel concludere Valdegamberi esorta nuovamente “i Primi cittadini a non votate questa nuova 'tassa', evitando di avallare un salasso ingiustificato ed ingiustificabile, di cui poi qualcuno verrà a chiedervi conto”.
Traffico, monitoraggio sui furgoni in centro
Scritto da red2   
giovedì, 27 novembre 2014 21:52
Sono iniziati in questi giorni i test finali sui sistemi informatici che dal 1° gennaio 2015 verificheranno gli orari di uscita di camion e furgoni dal centro storico, per accertare poi eventuali violazioni, a seconda dello specifico permesso posseduto dal conducente e quindi dell'orario di operatività concesso.
Obiettivo dei controlli è monitorare le diverse fasi del processo ed in particolare le comunicazioni generate dal sistema e dirette verso i cittadini intestatari del permesso.
Si tratta di e-mail che oltre all'orario di ingresso e quello di uscita del veicolo, contengono anche l'indicazione del nuovo sistema sanzionatorio, che in caso di violazione degli orari di uscita prevede una prima comunicazione contenente indicazioni e informazioni generali, per arrivare poi, in caso di seconda violazione, alla sospensione temporanea del permesso.
I tecnici del settore Mobilità e Traffico del Comune stanno lavorando da settimane per implementare nel sistema RFID tutte le logiche legate alle autorizzazioni rilasciate, comprese le diverse fasce orarie assegnate alle diverse categorie (commercianti, artigiani, manutentori, etc.). Tuttavia queste prime comunicazioni a carattere sperimentale potrebbero anche riportare indicazioni ed orari non adeguati: infatti questa prima fase di test sulle e-mail inviate dal sistema risulta indispensabile per consentire ai tecnici di mettere a punto le logiche di funzionamento dell'intero sistema, che entrerà in funzione dal 1° gennaio prossimo.
Per eventuali informazioni o chiarimenti tecnici, gli interessati possono inviare le richieste alla Centrale della Mobilità del Comune di Verona, alla casella mail Questo indirizzo di e-mail è protetto dai bots spam , serve che Javascript sia abilitato per poterlo vedere
Zaia disobbedisce e a va a Mosca
Scritto da red2   
giovedì, 27 novembre 2014 21:48
Il presidente del Veneto, Luca Zaia, è rientrato oggi dalla Russia, dove ha incontrato il vice primo ministro, Arkady Dvorkovich, e il vicepresidente del comitato industria della Duma, nonostante il parere contrario ricevuto il giorno prima della partenza dal dipartimento per gli affari regionali della Presidenza del Consiglio. Lo ha reso noto lo stesso Zaia, spiegando come la risposta del Governo sia arrivata dopo la richiesta di assistenza avanzata dal Veneto alla Farnesina.
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