| data: 22 luglio, 1999 |
Animali in Città
- a cura di Lionello Gabrielle,
veterinario
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Il virus della F.I.V. è un retrovirus. L'immunodeficienza felina
(F.I.V.) è una malattia molto grave che colpisce le colonie feline
ed è determinata da un virus (Retrovis) che è labile sia
al calore che a diversi tipi di disinfettanti. Colpisce in modo particolare
il gatto maschio. Il 10% dei gatti di un anno, il 20% dei gatti di 4 anni
e il 30% dei gatti di 9 anni.
La trasmissione della malttia avviene con la saliva e il sangue, mentre
attraverso il latte e lo sperma la percentuale di trasmissibilità
è molto bassa; per cui le lotte e la presenza di altri agenti patogeni
possono essere fattori che facilitano la trasmissione dell'infezione. I
segni clinici nei sieropositivi comprendono: gengiviti e stomatiti purulente
nel 50% dei casi. Nel 25% dei casi si sono riscontrate infezioni alle vie
aeree superiori. Possiamo avere anche riniti, congiuntiviti essudative,
dermatiti
pustolose, eczema miliare e cistiti batteriche, anoressia, perdita
di peso e febbre. La malattia può presentare una fase acuta con
febbre e linfoadenopatia.
Il secondo stadio di durata di circa 3 o 4 mesi non presenta segni
evidenti. Nel terzo, di durata di un anno, sono coinvolti tutti i linfonodi
senza che si presentino segni di malattia. L'ultimo stadio è cartterizzato
da febbre, anemia, leucopenia, neoplasie, anoressia, dimagrimento, infezioni
respiratorie ed enteriche. La F.I.V. colpisce i gatti dai 5 ai 12 anni
e il rapporto maschio femmina è di 3,7 a 1. I soggetti sierpositivi
possono contrarre infezioni acute e/o croniche, per cui bisogna prevenirle
con un' antibioticoterapia mirata.
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