| data: 17.12.98 |
Animali in Città
- a cura di Lionello Gabrielle,
veterinario
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Si tratta di un'infiammazione della cavità timpanica, spesso
determinata dall'estensione di un'infezione a partenza dal meato esterno
(Padiglione auricolare), causata da un corpo estraneo che abbia perforato
il timpano e scatenato un'infezione che, propagatasi nell'orecchio medio,
può provocare perdita dell'equilibrio e sordità dell'orecchio
colpito.
I segni dell'otite media sono simili a quelli dell'otite esterna.
Il cane o il gatto scuotono ripetutamente la testa che tende ad esere
ruotata dalla parte interessata, è presente dolore, a volte si riscontra
del materiale purulento fuoriusire dall'orecchio. Se non si interviene,
la parte lesa tende con il tempo a peggiorare. Il cane inizierà
a girare su se stesso cadendo spesso sul lato malato e trovando difficoltà
a rialzarsi. La rotazione del capo potrà essere tale da rendere
difficile se non addirittura impossibile l'alimentazione stessa.
Nei casi più gravi l'infezione può portare alla morte
dell'animale per meningite.
Una volta diagnosticata l'otite media e/o interna, è necessario
iniziare immediatamente una terapia antibiotica a largo spettro, dopo aver
eseguito un antibiogramma. Se si rileva una lezione del timpano sarebbe
opportuno aggiungere delle irrigazioni con soluzioni isotoniche e detergenti.
L'otite media che cronicizzi può determinare un'osteomiclite
della bolla timpanica con sintomatologia algica imponente.
L'otite media può arrivare a guarigione completa se il timpano
non è lesionato, mentre l'otite interna ha sempre una prognosi riservata,
a causa del permanere di turbe neurologiche a cui l'animale dovrà
riadattarsi, spesso con recupero incompleto.
Inoltre molto spesso, dopo un'otite interna, residua una sordità
totale o parziale che può essere mono o bilaterale. La sordità
è molto difficile da rilevare; occorre osservare attentamente la
reazione del cane/gatto agli stimoli acustici (es. forti rumori provocati).
In sostanza la prognosi varia in relazione al tipo di vita che l'animale
conduce: potendo infatti residuare dei deficit importanti, verranno compromessi
l'autonomia o la qualità delle prestazioni dell'animale stesso.
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