Animali in Città
- a cura di Lionello Gabrielle,
veterinario
Zecche
Le zecche sono ectoparassiti obbligati, temporanei o periodici di rettili,
uccelli, mammiferi e uomo. Si distinguono due famiglie di zecche:
Argasidi: Zecche molli
Ixodidi: Zecche dure (il maschio è coperto dallo scutun) e si
differenziano per diversi caratteri morfologici, comportamentali, alimentari
e riproduttivi.
Vi sono quattro stadi di sviluppo: uova - larva - ninfa e adulto. Le
larve hanno 3 paia di zampe, le ninfe e gli adulti 4.
Gli Argasidi si rifugiano in nicchie protette , crepe nel legno, roccia
e nel terreno. Gli adulti si accoppiano più volte al dì fuori
dall'ospite, poi le femmine depongono alcune centinaia di uova ad intermittenza
e si alimentano tra le ovodeposizioni.
Gli Ixodidi occupano molti più habitat degli Argasidi e parassitano
un numero maggiore di vertebrati.
Molti Ixoditi hanno un ciclo biologico con un solo ospite, altri con
due ospiti, altri con tre ospiti.
I maschi assumono meno alimento che le femmine, però rimangono
per più tempo sull'ospite e possono accoppiarsi con diverse femmine.
Gli Ixodidi maschi arrivano alla maturità sessuale dopo che iniziano
ad alimentarsi , si accoppiano con la femmina, successivamente la femmina
si stacca, cade a terra e in alcuni giorni deposita numerose uova da 1000
a 12.000 a seconda della quantità di alimento assunto sotto pietre
o detriti. La femmina muore dopo l'ovodeposizione.
Gli Ixodidi trascorrono il 90% o più della loro vita fuori dall'ospite,
questo è un fattore importante da sfruttare per attuare misure di
controllo. Ogni specie ha una o più aree dell'ospite dove si possono
alimentare, testa, collo, spalle, sotto la coda, sulle orecchie, tra le
dita.
Azione patogena determinata dall'azione meccanica della puntura e di
quella tossica della saia è caratterizzata da lesioni alla cute
e irritazioni che possono favorire la penetrazione dall'esterno di germi
patogeni e trasmettere ai cani la filariasi (Dipetallonema reconditum),
piroplasma, rickettiosi. La lotta contro le zecche è difficile,
essendo le zecche molto resistenti sia al digiuno che a sbalzi di temperatura
e alla maggior parte degli insetticidi.
Se i parassiti sono poco numerosi è opportuno l'asportazione
che non deve essere né progressiva né brusca. Per rendere
più semplice l'asportazione è opportuno bagnare la zecca
con qualche goccia di petrolio, olio, essenza di trementina. Se invece
sono molto numerose, conviene intervenire con irrorazioni o bagni. Per
ridurre la popolazione delle zecche, è spesso possibile modificare
l'habitat: controllare gli arbusti, mantenere tagliata la vegetazione.
Ciò permette una più diretta penetrazione di luce solare
e calore che sono deleteri per la sopravvivenza delle zecche.
I cani possono essere liberati dalle zecche con appropriati trattamenti
con acaricidi. Le spugnature sono più efficaci di spray e polveri,
perchè penetrano meglio nel pelo e vengono a contatto con tutte
le zecche. Per evitare la reinfestazione, case, cortili, stalle e
canili devono essere disinfestati dalle zecche con l'applicazione di un
conetto insetticida. Le preparazioni utilizzate per il controllo delle
zecche possono essere tossiche per l'uomo e gli animali se poste a contatto
o ingerite in quantità sufficienti e devono essere maneggiate con
cautela. Ritengo doveroso ricordare la trasmissione della piroplasmosi
al cane da parte delle zecche, una malattia protoaria responsabile di una
gravissima anemia emolitica che può avere un decorso infausto per
il cane se non viene diagnosticata per tempo.