data: 03.12.98
Animali in Città - a cura di Lionello Gabrielle, veterinario 
 

Zecche

Le zecche sono ectoparassiti obbligati, temporanei o periodici di rettili, uccelli, mammiferi e uomo. Si distinguono due famiglie di zecche:
Argasidi: Zecche molli
Ixodidi: Zecche dure (il maschio è coperto dallo scutun) e si differenziano per diversi caratteri morfologici, comportamentali, alimentari e riproduttivi.
Vi sono quattro stadi di sviluppo: uova - larva - ninfa e adulto. Le larve hanno 3 paia di zampe, le ninfe e gli adulti 4.
Gli Argasidi si rifugiano in nicchie protette , crepe nel legno, roccia e nel terreno. Gli adulti si accoppiano più volte al dì fuori dall'ospite, poi le femmine depongono alcune centinaia di uova ad intermittenza e si alimentano tra le ovodeposizioni.
Gli Ixodidi occupano molti più habitat degli Argasidi e parassitano un numero maggiore di vertebrati.
Molti Ixoditi hanno un ciclo biologico con un solo ospite, altri con due ospiti, altri con tre ospiti.
I maschi assumono meno alimento che le femmine, però rimangono per più tempo sull'ospite e possono accoppiarsi con diverse femmine. Gli Ixodidi maschi arrivano alla maturità sessuale dopo che iniziano ad alimentarsi , si accoppiano con la femmina, successivamente la femmina si stacca, cade a terra e in alcuni giorni deposita numerose uova da 1000 a 12.000 a seconda della quantità di alimento assunto sotto pietre o detriti. La femmina muore dopo l'ovodeposizione.
Gli Ixodidi trascorrono il 90% o più della loro vita fuori dall'ospite, questo è un fattore importante da sfruttare per attuare misure di controllo. Ogni specie ha una o più aree dell'ospite dove si possono alimentare, testa, collo, spalle, sotto la coda, sulle orecchie, tra le dita.
Azione patogena determinata dall'azione meccanica della puntura e di quella tossica della saia è caratterizzata da lesioni alla cute e irritazioni che possono favorire la penetrazione dall'esterno di germi patogeni e trasmettere ai cani la filariasi (Dipetallonema reconditum), piroplasma, rickettiosi. La lotta contro le zecche è difficile, essendo le zecche molto resistenti sia al digiuno che a sbalzi di temperatura e alla maggior parte degli insetticidi.
Se i parassiti sono poco numerosi è opportuno l'asportazione che non deve essere né progressiva né brusca. Per rendere più semplice l'asportazione è opportuno bagnare la zecca con qualche goccia di petrolio, olio, essenza di trementina. Se invece sono molto numerose, conviene intervenire con irrorazioni o bagni. Per ridurre la popolazione delle zecche, è spesso possibile modificare l'habitat: controllare gli arbusti, mantenere tagliata la vegetazione. Ciò permette una più diretta penetrazione di luce solare e calore che sono deleteri per la sopravvivenza delle zecche.
I cani possono essere liberati dalle zecche con appropriati trattamenti con acaricidi. Le spugnature sono più efficaci di spray e polveri, perchè penetrano meglio nel pelo e vengono a contatto con tutte le zecche. Per evitare la reinfestazione,  case, cortili, stalle e canili devono essere disinfestati dalle zecche con l'applicazione di un conetto insetticida. Le preparazioni utilizzate per il controllo delle zecche possono essere tossiche per l'uomo e gli animali se poste a contatto o ingerite in quantità sufficienti e devono essere maneggiate con cautela. Ritengo doveroso ricordare la trasmissione della piroplasmosi al cane da parte delle zecche, una malattia protoaria responsabile di una gravissima anemia emolitica che può avere un decorso infausto per il cane se non viene diagnosticata per tempo.
 
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